Dovrebbe aprire a Roma, e per la precisione nel complesso del Foro Italico, il futuro Museo Nazionale dello Sport, Ad annunciarlo, ieri al ministero dei Beni Culturali nel corso della presentazione dell'Annuario della Cultura 2004 del Touring, è stato il sottosegretario Mario Pescante. Dopo aver riferito delle iniziative a favore delle società sportive dilettantistiche, del vitalizio, una specie di «legge Bacchelli», che verrà elargito ai campioni sportivi in difficili condizioni economiche, dopo aver ricordato i contributi per favorire la pratica sportiva ai disabili e per la messa a norma degli impianti sportivi, e ancora le misure di prevenzione e repressione della violenza negli stadi, dopo le norme antidoping e la revisione del decreto Melandri, Pescante ha annunciato l'intenzione di istituire un museo dedicato alle discipline sportive e alla loro storia. Una tipologia di museo che, a ben vedere, già esiste in quasi tutti i Paesi dell'Unione Europea. Un luogo in cui il mondo delle discipline sportive dialoghi con quello della cultura a partire dal mondo dell'arte. E il ministro Giuliano Urbani ha sottolineato le enormi potenzialità che si aprono in questo campo, come dimostra il successo della mostra tuttora aperta al Colosseo sullo sport nell'antichità classica, Nike, il gioco e la vittoria, che ha avuto oltre un milione e mezzo di visitatori. Le moderne tecnologie consentono, inoltre, collegamenti interattivi con i musei già esistenti. Dal museo Ferrari a quello di Fausto Coppi, dal museo della Montagna a Varese al museo del Calcio a Coverciano. E niente osta che in ogni regione possano esserci musei dedicati agli sport più diffusi. Ma la cosa più interessante è il luogo che dovrebbe ospitare il nuovo museo, la Casa delle Armi o della Scherma, vicino allo Stadio Olimpico. Realizzata negli anni Trenta da Luigi Moretti e considerata il suo capolavoro per l'eleganza degli esterni e per l'originalità delle soluzioni interne, è decorata da un mosaico parietale di Angelo Canevari. Ma è invisibile al pubblico dall'epoca del processo Moro, quando venne utilizzata come aula bunker (funzione che riveste tutt'ora). Trenta milioni di euro il costo previsto per i lavori di riadattamento di un'opera che merita molta cura e non deve subire altre violenze. «Si dovrà lavorare anche sotto per avere nuovi spazi», dice Pescante. Tempi? Per il ministro Urbani, prudentemente «i più brevi possibili». Più ottimista Pescante «a fine ottobre il progetto definitivo, poi il bando».