L'assessore regionale al turismo, Claudio Velardi, passa per un creativo. E a me i creativi piacciono. Per questo mi sono soffermato con interesse e curiosità sul suo pezzo «Sfide tra idee sul turismo» pubblicato il 24 agosto su questo giornale. Non mi ha entusiasmato. Evidentemente l'assessore non era in uno stato di grazia. Qualche volta capita anche ai migliori. Il tema, però, è di attualità e merita qualche considerazione. Mi limito al turismo salernitano, che mi è più familiare per antica frequentazione culturale e, a più riprese, anche istituzionale. La Costa di Amalfi può contare sulle blasonate Amalfi, Positano e Ravello, ma anche su una serie di altre suggestive località, che sono autentici scrigni di storia, arte, tradizioni nobili, giacimenti enogastronomici e dispongono di un paesaggio rurale unico al mondo. Manca, però, un "Progetto Costiera" da spendere unitariamente sui mercati nazionali ed internazionali con una offerta di qualità L'individualismo municipalistico è duro a morire. Il turismo della città capoluogo è ancora tutto, o quasi, da costruire, puntando sul prestigioso contenitore di storia, cultura, arte e musealità del centro storico e, nell'immediato futuro, sulle grandi opere del fronte mare. Il Cilento, invece, lamenta un preoccupante deficit di infrastrutturazione di servizi a fronte di un autentico tesoro di beni: archeologia, storia, arte, tradizioni religiose e civili, enogastronomia, natura. E' terra di miti e di misteri, di storia e di poesia. Qui si celebra da sempre, in perenne ri-creazione di storiae, il mito primigenio della vita nel matrimonio prolifico di terra e mare. Sul mare tracciarono rotte sicure i Padri Greci, portandosi dietro il sacro pantheon di eroi e dei. E nacque Poseidonia-Paestum con il miracolo dei templi dorici. E fiorì Velia nella fecondità del Pensiero Antico. Ma la più bella pagina di storia è quella scritta dall'uomo nella quotidianità della fatica del vivere e nell'epopea del lavoro con la interscambiabilità della vanga e del remo, a testimonianza dell'anima anfibia di un territorio sospeso tra monti e mare, dove si respira Mytos e Logos. E' qui che la promozione turistica può attingere a piene mani per qualificare, destagionalizzare e diversificare l'offerta ad invasione dei mercati, ipotizzando grandi eventi, a cominciare da Palinuro, che è deputata ad iniziative di qualità su:letteratura di viaggio, letteratura-musica-pittura-cinema e mito, da quando Virgilio, che ne fu il primo promoter nell'immaginario collettivo, la consacrò all'eternità con la potenza della poesia "Aeternumque locus Palinuri nomen habebit".