LA MOSTRA. INAUGURATE SEI NUOVE SALE Al Maec di Cortona tornano pezzi da secoli «fuori Italia» Il bronzo del giovane disteso sul Kline, magnifici vasi e buccheri, oggetti di uso comune in straordinario stato di conservazione: trenta capolavori della collezione etrusca dell'Ermitage sono in mostra al museo dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona (Maec). L'importante esposizione inaugura l'apertura di sei nuove sale dell'Istituto, in cui sono confluiti i reperti rinvenuti nel territorio cortonense nel 2005, mentre tra pochi mesi ripartirà una nuova campagna di scavi. La mostra, realizzata in collaborazione con la fondazione Ermitage Italia, è stata curata da Elena Ananich, Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini e riporta in Italia dopo secoli capolavori assoluti dell'arte etrusca, confluiti all'Ermitage dalle collezioni più prestigiose, tra cui quella del marchese Campana. A questa (acquisita in parte dallo Zar nel 1862) apparteneva il bellissimo giovane disteso, un'urna destinata a contenere le ceneri di un ricco e nobile etrusco. Si tratta di una scultura unica nel suo genere, in quanto di solito questo genere di opera veniva realizzato in pietra e non in bronzo. Il giovane ha le gambe avvolte in un mantello, il palmo della mano sinistra, che doveva reggere una coppa, è aperta, gli occhi erano originariamente lavorati ad intarsio. Gli ornamenti che il giovane portava (e che oggi sono al Louvre), così come i motivi incisi sul panneggio e la pedana, hanno fatto datare il bronzo al IV secolo a.C. In bronzo è anche il dio etrusco vestito solo di calzari e copricapo, che incede con movimento di assoluta armonia. Di grande pregio gli specchi, i bronzetti, i vasi in bucchero (veramente meravigliosi) e quelli eseguiti in tecnica a figure nere e rosse. «Abbiamo selezionato i pezzi migliori delle nostre collezioni - ha detto Elena Ananich - ma anche quelle che non figurano all'accademia etrusca di Cortona». E che però si accordano con alcuni rinvenimenti venuti alla luce negli scavi del grande tumulo del Melone II. «Qui - ha aggiunto il conservatore del Maec, Paolo Giulierini - sono stati trovai frammenti di vasi greci di squisita fattura, molto simili a quelli dell'Ermitage. Pur essendo venuti alla luce di recente, i reperti sono già allestiti, perchè a Cortona è stato realizzato un sistema unico in Italia, che può diventare un modello: i rinvenimenti degli scavi vengono infatti immediatamente studiati e restaurati e nel giro di due anni esposti al pubblico». Il Maec rappresenta dunque oggi il racconto delle ultime scoperte, che hanno rivelato a Cortona una grande città etrusca (con immense necropoli e forse un palazzo patrizio), che, come ha spiegato Mario Torelli dell'Università di Perugia, era impensabile solo 15 anni fa, aggiungendo: «Al Maec colpisce la trama storica e non soltanto la bellezza delle opere. A mesi dovrebbe partire la nuova campagna di scavi con finanziamenti per l'archeologia preventiva della Regione Toscana.
Dall'Ermitage trenta capolavori dell'arte etrusca
Al Maec di Cortona è stata inaugurata una mostra con 30 capolavori della collezione etrusca dell'Ermitage, provenienti da Italia e da altre parti del mondo. La mostra è stata curata da Elena Ananich, Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini e riporta in Italia dopo secoli capolavori assoluti dell'arte etrusca. Tra i pezzi esposti ci sono un giovane disteso sul Kline, magnifici vasi e buccheri, oggetti di uso comune in straordinario stato di conservazione. La mostra è stata realizzata in collaborazione con la fondazione Ermitage Italia e inaugura le sei nuove sale dell'Istituto, in cui sono confluiti i reperti rinvenuti nel territorio cortonense nel 2005.
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