«Prima che cominciamo voglio fare un esempio: a Basilea, anni fa, hanno ritrovato una fortificazione del I secolo. Che hanno fatto allora? Lhanno recuperata, hanno costruito un museo e ce lhanno messa dentro. La domenica cè la fila di famiglie coi bambini». Una sigaretta dietro laltra, lettura, immaginazione, memoria, a settantadue anni Pietro Casasanta ex tombarolo, accende la sua seconda vita: «I reperti non sono roba del passato. E il nostro futuro. Cè chi c ha il petrolio. Noi cabbiamo lantichità». Amore per Roma, dice. Nella sua prima vita, da esploratore dantichità ha avuto tutto: emozioni, guadagno, la Triade Capitolina da accarezzare. E stato lui a ritrovarla nella campagna di Guidonia, anno 1992. «Ventitrè anni che cercavo e studiavo, ma certo non immaginavo. Andai da Federico Zeri e quasi non riuscivo a parlare: "a professò lha vista?" E lui: "Zitto Pietro: questa cosa è più importante di tutti noi"». Oggi è il museo di Palestrina a conservarla: «Ma dovrebbe stare a Roma» dice il suo ritrovatore a denti stretti. «Chi ama larte è disposto a sacrifici. Io sono uno che ha venduto reperti a rate a funzionari di musei, intenditori e appassionati. Allestero e a Roma. La gente che se ne intende davvero sta qui». Poi, purtroppo, cè chi non se ne intende. «Cè chi vuole che Roma sia una città "come le altri capitali europee". Insomma la vorrebbe "normalizzata". Tutti a dire: "Roma come Parigi! Roma come Madrid! Che meraviglia! Io no. Io dico: "Ma che siete matti?" Roma è un altra cosa. E che Parigi ce lha sette strati di civiltà sotto il marciapiede? E Madrid?» Ed eccoci al punto. Casasanta non è curioso che un uomo con i suoi trascorsi si opponga a degli scavi? «Scavare la collina del Pincio significa commettere uno scempio. Ho letto i primi risultati delle indagini, è solo la superficie. Secondo me, più sotto, cè una villa depoca repubblicana. Siamo a centocinquanta metri in linea daria dal Campidoglio, il centro del potere». Dopotutto non fu lo stesso sovrintendente Angelo Bottini a luglio a dire: «Larcheologia, fino a scavo compiuto, è scienza probabilistica»? Daccordo, Casasanta, ma uno ci passa e vede altro: auto, traffico e soprattutto sè stesso prigioniero. «Io invece, vedo case e uomini. Vedo divinità e statue. Vedo colonne, mosaici, marmi e capitelli. Io lho tenuto in mano un capitello: mi commuove». Una volta, da piccola, una delle figlie si svegliò per andare in bagno. Aprì la porta e vide la vasca di casa piena di teste e braccia marmoree. Casasanta ha accarezzato le gote di una Minerva tardo imperiale, ha stretto braccia depoca ellenistica, ha soffiato via la polvere dal volto agli imperatori. Ma ora dice basta scavare: «Anche un ignorante capisce che sotto al Pincio ci sono monumenti importanti insiste lesperto di ritrovamenti- Perchè non fare un garage al Colosseo allora?». Si è scavato anche sotto al Gianicolo in fondo. «Me lo ricordo. Tutti i miei ex colleghi se lo ricordano. I ruspisti telefonavano per dire: "abbiamo una camionata di mosaici, volete?". Vogliamo parlare della domus di Agrippina sbriciolata per il Terminal?». Casasanta è perplesso ma continua a sperare: «In uninversione di tendenza. Roma è portatrice di valori, Alemanno lo sa». Ha provato a parlargli di recente? «E chi lo raggiunge ormai?» sorride. Giura che i Longobardi li abbiamo avuti in casa, in Campidoglio fino a pochi mesi fa: «Parking, box interrati e ponti che si sollevano: ma che stiamo a Denver?». «Ho pagato i miei debiti con la giustizia negli anni Novanta, dopo il ritrovamento della Triade Capitolina. Mi è stato confiscato tutto e vabbè. Ma ora rivolgo un appello al magistrato Paolo Ferri che, a testa bassa, ha perseguito il commercio e lesportazione delle opere darte. Vorrei chiedergli di perseguire chi progetta sti scempi. Noi trafficavamo opere è vero ma non le abbiamo mai distrutte». Pincio, ultima occasione: «Se viene fatto lo stesso al Pincio che titolo morale avrà il comune per perseguire quelli con le bombolette sprai? O il vandalo della fontana dei Fiumi? Con quale autorità potranno fare la faccia feroce contro i turisti che si comportano in modo indecoroso, che insozzano una piazza o una gradinata?».