Comune e Regione decisi a conquistare la "Vecchia opera" Il Comune di Pula torna alla carica per chiedere la dismissione immediata dell'area militare denominata "Vecchia opera" di Nora. Alloggi per la truppa in cambio delle casermette della Marina militare di Nora (oggi sotto il controllo interforce) che l'amministrazione municipale di Pula vuole ereditare dal ministero della Difesa. La questione, già affrontata ripetutamente a Roma dalla Regione, nell'ambito del programma di dismissione delle servitù militari, sarà al centro dei nuovi incontri chiesti dal governatore Soru al presidente del Consiglio Berlusconi. E intanto nei giorni scorsi il sindaco Walter Cabasino ha inviato una lettera al ministro Ignazio La Russa per ribadire «la necessità, sempre più impellente da parte del Comune, di poter sfruttare gli edifici antistanti la città fenicio-punico-romana per realizzare, una volta restaurati, il centro servizi dell'istituendo parco archeologico di Nora, Sant'Efisio e dei Quattro mari». Questione non semplice. «Che riprenderemo immediatamente», assicura il responsabile delle Servitù della Presidenza della Regione, Gianni Aramu. «L'area militare - spiega Cabasino - era stata considerata "compendio non più necessario alla Difesa, così nel settembre del 2006 ci era stato comunicato direttamente dal ministero. Il 6 marzo scorso, dopo la riunione del gruppo di lavoro congiunto tra Ministero e Regione la cosiddetta "Vecchia opera", così si chiama la zona delle casermette, venne inserito nell'allegato B degli immobili immediatamente dismissibili. Oggi con grande sorpresa l'area la ritroviamo nell'allegato C dove sono ricompresi gli immobili che dovranno essere avviati a "negozi di permuta"». In pratica, i militari rilanciano. E chiedono in cambio della Vecchia Opera (di fatto inutilizzata) appartamenti. «Come condizione di permuta chiesero un alloggio a La Maddalena», ricorda Aramu. «Oggi il numero degli appartamenti richiesti è notevolmente aumentato, credo che il problema vada affrontato con i piedi per terra. Ma come farebbe un Comune a garantire una spesa così consistente, tra l'altro per edifici che vanno restaurati e che oggi non vengono utilizzati», taglia corto Cabasino. «In passato l'amministrazione comunale aveva anche individuato l'area per la costruzione degli alloggi a Is Cannisonis, si parlava di cinque o sei», ricorda l'assessore Carmelo Rascunà, «ora sembra che le richieste siano cresciute notevolmente. Incontreremo il ministro La Russa per chiarire questa situazione». Gli amministratori pubblici, insomma, non sembrano per nulla disposti a soddisfare le nuove e più consistenti richieste dell'amministrazione militare. «C'è una sola verità», dice Walter Cabasino. «Con la nascita del Parco archeologico le casermette ne resteranno inglobate, inutili. Mentre il parco e l'intera Pula ne ha assoluta necessità per ricavarne le strutture di accoglienza per i visitatori. Stiamo parlando di un progetto importantissimo per un'area archeologica di grandissimo interesse. Dei novantamila visitatori dei siti archeologici della provincia di Cagliari ben settantamila si recano a Nora», precisa il sindaco di Pula. Non solo. Lo hanno ripetutamente spiegato gli archeologi delle università di Padova, Milano, Viterbo e Genova che da oltre dieci anni scavano a Nora e della Soprintendenza di Cagliari: nel sottosuolo, intorno alle casermette, c'è l'altra Nora, la parte della città antica mai scavata, mai indagata. Un immenso patrimonio storico oggi recintato dal filo spinato dei militari e dunque interdetto all'uso pubblico.
SARDEGNA - Le casermette al Parco archeologico
Il Comune di Pula e la Regione di Cagliari hanno deciso di chiedere la dismissione immediata dell'area militare "Vecchia opera" di Nora, che alloggia la truppa. In cambio, il Comune vuole ereditare le casermette della Marina militare di Nora. La Regione ha già richiesto la dismissione dell'area nel programma di dismissione delle servitù militari. Il sindaco di Pula, Walter Cabasino, ha inviato una lettera al ministro Ignazio La Russa per ribadire la necessità di poter sfruttare gli edifici antistanti la città per realizzare il centro servizi del parco archeologico di Nora, Sant'Efisio e dei Quattro mari.
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