Varese. La Digos al museo. Succede a Besano, famoso per la presenza dei reperti del «Besanosauro», un rettile di 235 milioni di anni fa. E nel museo di scienze naturali di Milano, che da anni conserva il calco originale del prezioso rettile, e dove ieri mattina stati controllati alcuni fossili. Non è il giallo dell' estinzione dei dinosauri che interessa agli inquirenti, ma un altro mistero legato alla gestione di reperti risalenti almeno a 200 milioni di anni fa, in un sito del Varesotto, «Sasso Caldo», che sul versante svizzero è patrimonio dell' umanità sotto il patrocinio dell' Unesco. Gli agenti hanno controllato una baracca vicino agli scavi, dove sarebbe stati lasciati incustoditi alcuni fossili privi di specifica catalogazione. Sono state perquisite anche le abitazioni di due indagati, il paleontologo Giorgio Teruzzi (direttore scientifico dello scavo e conservatore del museo civico di Milano) e il gestore del museo di Besano, Gianni Pasini. Quest' ultimo è a sua volta titolare di una società specializzata nel commercio di fossili, con sede ad Appiano Gentile. La Procura contesta, al momento, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazione della normativa sui beni culturali. Questa mattina, il procuratore capo Maurizio Grigo, e i pm Raffaella Zappatini e Agostino Abate, valuteranno gli elementi raccolti e decideranno che linea di condotta seguire. Gli indagati respingono le accuse. Gianni Pasini parla chiaramente di abbaglio: «Per quanto mi riguarda - precisa - i reperti in casa mia non fanno parte della collezione di Besano, il Comune mi ha affidato la gestione della collezione e io fornisco solo un servizio. Quanto alla mia attività professionale, viene esercitata solo con reperti esteri, così come prescrive in questi casi la legge». Pagina 13