È stato costruito molto di più di quanto sia possibile, poi si sono fatti tornare i conti con accorgimenti e calcoli fittizi LUCCA. Fuori dalla maggioranza non si sente. In «discordia» con il sindaco, sì. Sono ore cruciali queste per Piero Angelini e per la sua lista civica (o quello che ne resta), Governare Lucca. Se il sindaco domani mattina revocherà - come appare certo - la delega all'assessore Luigi Stefani sarà ufficiale (chissà se definitiva) la rottura. Se non proprio di un'amicizia - di democristiana memoria - di sicuro del sodalizio politico. Sulla mancata nomina a presidente di Lucca holding servizi, Angelini è riuscito anche a passarci sopra. Sul siluro a Stefani non ci riuscirà. Perché arriva dopo uno scontro sull'urbanistica, un terreno minato nei rapporti fra Angelini e Favilla. Per Angelini si è costruito troppo e male a Lucca ed è l'ora di farla finita. Subito. Prendendo la distanza dai grandi gruppi immobiliari che stanno colonizzando la città. Favilla ha un altro passo, ma non accetta di passare per il sindaco ostaggio dei signori del mattone (dal gruppo Valore a Cipriano). Ecco, quindi, l'incrinatura. Con Angelini che si schiera contro il nuovo stadio, contro la trasformazione di Polis da società dei parcheggi a società immobiliare, a meno di non cambiare lo statuto della spa per salvaguardare la proprietà pubblica degli edifici da recuperare. Angelini, com'è oggi il suo rapporto con Favilla? «Appeso ad un filo». Quale filo? «Alla scelta di domani nei confronti dell'assessore di Governare Lucca Luigi Stefani: la sua revoca comprometterebbe definitivamente i nostri rapporti politici». Favilla, però, sostiene che il voto contrario di Stefani in giunta alla sua relazione su quanto si è costruito equivalga alla mancanza di fiducia. «La fiducia si chiede sul programma, non sulla sua alterazione. Nel programma di Favilla si parla sempre e solo di modifiche al regolamento urbanistico e ai piani norma, non al piano strutturale. Favilla, forse preoccupato dallo sforamento di cemento nell'area del parco di S. Anna, ha fatto una proposta frettolosa: la traslazione di volumi da una zona all'altra del territorio. Partendo dal presupposto che l'edificato per la residenza fosse esaurito ha proposto un riequilibrio tra le Utoe (le zone in cui è suddiviso il territorio), utilizzando impropriamente 134.921 metri quadri che il regolamento urbanistico destina al settore commerciale e direzionale (negozi e uffici)». Quindi cosa propone Governare Lucca, dopo le osservazioni di Stefani? «Una revisione del regolamento urbanistico che ha dilatato le previsioni del piano strutturale attraverso una serie di norme che costituiscono talvolta forzature, talvolta violazioni palesi». Quali sono queste violazioni o forzature? «Il piano strutturale prevedeva quantità edificatorie, espresse tra l'altro in metri quadri invece che in metri cubi: 3 milioni di metri quadri 400mila dei quali per abitazioni. Inoltre prevedeva ancora che tali quantità residenziali potessero "contenere", in una quota non superiore al 25, funzioni diverse: negozi, pubblici esercizi, uffici. Il regolamento urbanistico ha interpretato mpropriamente "contenere" come "aggiungere": ha consentito che a 100 metri quadri di residenza se ne aggiungessero 30 e anche di più per negozi, locali, uffici, conteggiandoli equivalenti ai 100 previsti dal piano strutturale. Senza considerare i bonus di volume e così via. Il risultato è che il regolamento urbanistico, con calcoli discutibili, prevede per la residenza, non 400.000 metri quadri, come sancito dal piano strutturale, ma quasi il doppio: 742.513, artificialmente ridotti a 373.754 (399.754, dopo l'accoglimento delle osservazioni)». Secondo lei, quindi, la possibilità di costruire case a Lucca è esaurita? «A mio avviso, sì, se si fa riferimento al piano strutturale; se, invece, si fa riferimento al regolamento urbanistico allora no. Se abbiamo ragione noi di Governare Lucca, se ne dovrebbe dedurre che, per quanto riguarda la residenza, ci sono ancora, per le diverse utoe, a tenore del regolamento urbanistico, elaborato in gran parte, però, come detto, in violazione del piano strutturale, circa 363.000 mq effettivi. È evidente che un'amministrazione responsabile dovrebbe porre fine innanzitutto a questa babele di dati e di interpretazioni; dovrebbe proporre subito una moratoria e, rinunciando ad ogni modifica del Piano strutturale, che allo stato appare non necessaria, dovrebbe correggere le violazioni del piano strutturale più evidenti, reinterpretare alcune normative del regolamento che potrebbero essere corrette: dovrebbe insomma riaprire, in consiglio comunale e in città, un confronto sul regolamento urbanistico, che parta da dati precisi, e discuta sul modo migliore di modificarlo e di applicarlo». È sicuro che Favilla revocherà la delega a Stefani? «Spero che il sindaco non si faccia trascinare a revocare la delega a Stefani dai componenti del suo gruppo che lo hanno incitato a dare una salutare lezione a Governare Lucca». i.b.
LUCCA - URBANISTICA: politica divisa dai grandi gruppi immobiliari. Troppe costruzioni
Il sindaco di Lucca, Favilla, è in disaccordo con l'assessore Luigi Stefani sulla nomina a presidente di Lucca holding servizi. Favilla sostiene che la mancata nomina sia una questione di fiducia, mentre Stefani afferma che la fiducia si chiede sul programma, non sulla sua alterazione. Stefani ha anche criticato le proposte di Favilla per la trasformazione di Polis da società dei parcheggi a società immobiliare, che sostiene siano "forzature" e "violazioni palesi" del piano strutturale. Favilla ha proposto una revisione del regolamento urbanistico e una moratoria sulla costruzione di nuove case a Lucca.
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