L'allarme lanciato dal direttore regionale delle Soprintendenze, Paolo Carini, sulla tutela dei mosaici del Duomo messi a rischio dalle infiltrazioni, ha provocato diverse reazioni nel mondo culturale pesarese. Per l'assessore alla Cultura del Comune di Pesaro, Luca Bartolucci, «l'Amministrazione comunale darà il suo sostegno sia all'Arcidiocesi che alla Sovrintendenza ai Beni Archeologici, anche in termini economici, raccogliendo fondi intorno ad un progetto di salvaguardia dei mosaici, perché questi rappresentano un patrimonio dell'umanità e sono le radici culturali della nostra città e civiltà. Se l'arcivescovo monsignor Piero Coccia ci inviterà ad un tavolo interistituzionale - ha aggiunto Bartolucci - parteciperemo attivamente e con entusiasmo». Anche il sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli, ha espresso un sentimento di vicinanza all'Arcidiocesi di Pesaro per questo triste momento che coinvolge l'intera città. Rammarico ma nello stesso tempo solidarietà sono stati espressi dal direttore del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, Pierluigi Dall'Aglio, direttore degli scavi archeologici di Colombarone, che propose vent'anni fa nel famoso e contrastato convegno sui mosaici del Duomo a palazzo Montani Antaldi, «un ardito progetto», che «oggi, nemo profeta in patria, avrebbe superato ogni problematica legata ai mosaici, da ultimo il loro stato di degrado e minacce da parte di agenti metereologici. Infatti - ha sottolineato Dall'Aglio - intervenendo in quell'arroventato convegno diviso fra i conservatori dei mosaici in loco e coloro che ne chiedevano lo stacco, proposi un progetto di spostamento del Duomo di Pesaro e la possibilità di creare un sito archeologico sul posto, che avrebbe permesso di creare un itinerario fruibile, e non nascosto da tutto e da tutti, come è in questo momento. Inoltre il sito dei mosaici del Duomo avrebbe creato un corpus unico con il Museo Diocesano che l'allora vescovo di Pesaro, monsignor Gaetano Michetti, aveva già ideato. La mia proposta venne considerata pazzesca - ha concluso Dall'Aglio - Ma valutiamo le spese già sostenute per il recupero, la pavimentazione e i miliardi, oggi introvabili per lo stacco dei mosaici. Certamente sarebbe costato meno riedificare un'altra Cattedrale e non lasciare le cose incomplete».