Il Comune: parola agli esperti. Ed è pressing sul soprintendente. La spallata di Alemanno contro il parcheggio del Pincio, con la lettera di ieri a Repubblica, ha dato unimpennata al livello dello scontro. Botta e risposta tra il sindaco e il suo predecessore. Per Veltroni «Retromanno si è spaventato per due 'buu fatti da due giornali di destra e per questo ha cancellato una decisione che avevamo preso per togliere tutte le auto dal Tridente». Secca la replica dellinquilino del Campidoglio: «Lostinazione con cui Veltroni difende la scelta sbagliata del parcheggio del Pincio è lennesima dimostrazione che un leader in declino non sa mai riconoscere i propri errori». E se per il deputato democratico, Enrico Gasbarra, lannuncio del no al parking «è una giornata nera per Roma», il coordinatore capitolino del Pd Riccardo Milana accusa Alemanno di «aver fermato la città». Il sindaco aveva chiesto alle soprintendenze di riconsiderare «i pareri vincolanti che sono stati espressi non solo dal punto di vista archeologico ma anche ambientale e monumentale». Non è dunque un caso che il ministro dei Beni Culturali Bondi stia pensando a un vincolo archeologico che permetta di fermare i lavori senza incorrere in penali. Ma il vincolo spetta alla sovrintendenza di Roma, che ha precisato di non aver avviato alcuna procedura in tal senso: la realizzazione del parking «non è un problema archeologico, con le attuali strumentalizzazioni è possibile coniugare la modernità e tutelare i reperti». È la posizione già espressa dal sovrintendente Angelo Bottini: si può fare il parcheggio e salvare i ritrovamenti. Il Comune, però, insiste. Spiega lassessore alla cultura, Croppi: «Esistono relazioni dettagliate sulla villa di cui sono stati rinvenuti i resti, che sono di grande entità e qualità: una vasca e opere idrauliche che lasciano pensare a un impianto termale. I nostri archeologi - Broccoli, sovrintendente del Comune, e Mattei, anche lei della sovrintendenza - affermano che, per la tipologia del ritrovamento, è molto probabile che tutta larea sottostante il terrazzo, non solo il 30 attuale, sia interessata da reperti importanti. Secondo il loro parere lo scavo non è completo». Precisa Croppi: «Solo il vincolo archeologico può determinare la causa di forza maggiore che consentirebbe di bloccare i lavori senza pagare penali allazienda ma solo il rimborso delle opere già fatte». Per fare chiarezza Bondi ha convocato una riunione urgente al ministero per martedì, alla quale parteciperanno i presidenti dei comitati scientifici per i beni archeologici, architettonici e paesaggistici, per la qualità architettonica e urbana. Un gran consulto che però, senza il sì di chi ha davvero il potere di decidere, e cioè la sovrintendenza di Roma, potrebbe risolversi in un nulla di fatto. Lex assessore allurbanistica Morassut giudica il pressing sulla sovrintendenza «una forzatura del potere politico sullamministrazione», e per lex assessore alla Cultura Di Francia, «Alemanno cerca lalibi per non decidere». Per i deputati udc residenti a Roma, tra i quali Buttiglione e Casini, «il parcheggio si può e di deve fare». Sono invece daccordo con Alemanno lassessore alle politiche sociali Belviso, che chiede che «venga risparmiata una nuova ferita a Roma», i responsabili dei Lavori Pubblici e del Patrimonio, i consiglieri di An Mollicone e De Priamo che propongono «un piano speciale mobilità e sosta per il centro storico». Per lassessore alla Mobilità, Marchi, bisogna passare allampliamento dellattuale parcheggio di Villa Borghese «corredato da un ammodernamento del collegamento tra lo stesso e la zona di Tridente. Ci stanno già lavorando gli uffici del VII Dipartimento ai quali ho chiesto uno studio sui flussi di mobilità della zona».