Nuova biblioteca, nuovo archivio, nuova copertura del palazzo, nuovo caffè all'aperto. E nuovo museo. Quello, atteso da decenni, dedicato al design. Lavori per più di undici milioni di euro due abbondanti già stanziati dal Comune, nove promessi dal ministero dei Beni culturali stanno per essere avviati al Palazzo dell'Arte. Così il presidente Davide Rampello, eletto sei mesi fa dopo lunghe polemiche legate al suo passato in Fininvest e a Mediaset, promette di celebrare l'ottantesimo compleanno della Triennale (nata a Monza nel 1923, trasferita a Milano nel '33} e di proseguire il faticoso rilancio, felice sul fronte del restyling del palazzo e dei servizi al pubblico, ancora contraddittorio quanto ai contenuti, avviato dal suo predecessore Morello. Presidente Rampello, i progetti sono molti: da dove cominciamo? «Da quelli già finanziati. A luglio partiranno i lavori per rifare la copertura del palazzo, restaurare gli infissi, ripulire la facciata. I soldi sono pronti: due milioni e 600 mila euro stanziati dal Comune, proprietario del Palazzo dell'Arte. Procede così il restauro e il restyling dello storico edificio di Giovanni Muzio, iniziato da Morello. Chi allora contestò i lavori (fu smantellato l'allestimento dell'atrio progettato da Umberto Riva, sostituito col nuovo progetto di Michele De Lucchi, ndr), ha dovuto ricredersi. Il nuovo atrio, il nuovo bar, la nuova libreria piacciono e funzionano. In un anno abbiamo aumentato i visitatori paganti del 50 per cento: da 100 a 150 mila». La Triennale, promette lei, avrà finalmente una biblioteca e un archivio degni di questo nome. Dove troveranno spazio? «Al piano più basso, al livello del parco Sempione. La biblioteca sarà aperta al pubblico. Quanto all'archivio potremo acquisire così mi auguro quei preziosi fondi di grandi architetti e designer che oggi troppo spesso, mancando una sede idonea a Milano, vengono lasciati ad altre città italiane e all'estero». Chi pagherà questi lavori? «Abbiamo chiesto al ministero dei Beni culturali un milione di euro per sistemare la biblioteca e l'archivio e nove milioni per il Museo del Design. Il decreto è pronto, dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane. Si tratta di interventi che lo stesso ministro Urbani ha sollecitato, per cui non dovrebbe farci mancare il suo sostegno». Come, dove e da chi sarà allestito il Museo del Design? «Nella cosiddetta curva, il vasto spazio di 3000 metri quadrati al primo piano del palazzo. Si entrerà attraverso un elegante e leggero "ponte tibetano" sospeso sullo scalone d'onore, disegnato dall'architetto De Lucchi. L impostazione del museo è stata studiata dal prof. Arturo Dell'Acqua Bellavitis, docente al Politecnico e nostro vicepresidente. Per l'allestimento faremo un concorso internazionale. Contiamo di inaugurare il museo già nel 2005». Par di capire che la Collezione permanente del design italiano della Triennale, oggi in deposito alla Bovisa, tornerai casa. «Infatti. Una parte dei duemila pezzi sarà esposta a rotazione nel museo, il resto sarà conservato negli scantinati del Palazzo dell'Arte, opportunamente bonificati, ristrutturati e climatizzati». Altri progetti? «Costruire un nuovo rapporto tra il palazzo e il parco. Sul retro, verso il Sempione, apriremo due nuove porte che consentiranno al pubblico di passare dal palazzo al parco e viceversa. E nel parco, tra il palazzo e la fontana di De Chirico, che il Comune promette di restaurare, realizzeremo un nuovo caffè letterario all'aperto. Quanto alla facciata, l'idea è di ricavare un'isola pedonale, liberando dalle auto e restituendo ai pedoni viale Alemagna». Contenitore a parte, i contenuti? «Ho molte idee: dal rapporto col territorio, così bene indagato nella mostra sulla "Città infinita", un format che vorrei sviluppare ed esportare, alla ricerca sull'innovazione nei materiali e nei prodotti. Vorrei intensificare i rapporti con le altre istituzioni, dalle università (tutte) alla Fiera. Ma è presto per parlarne. Tra pochi giorni il consiglio di amministrazione scadrà, e così la mia presidenza. La mia nomina è arrivata sul finire del quadriennio, a causa della prematura scomparsa di Morello. Per correttezza e scaramanzia preferirei rimandare questi discorsi a quando, come mi auguro, saremo tutti riconfermati». A proposito di "Città Infinita": la mostra è suggestiva, ma quei sessanta televisori accesi simultaneamente producono un effetto caotico, per cui non si capisce nulla. «È vero, ce ne siamo accorti anche noi. E infatti abbiamo appena ordinato sessanta cuffie...»