Alemanno cerca di scaricare sulle soprintendenze la responsabilità dello stop al parcheggio Marchetti: «Manca ancora la relazione degli archeologi. Se mi verrà chiesto metterò il vincolo» «IL SINDACO "retromanno" si è spaventato per i "buu" fatti da due giornali di destra e per questo ha cancellato una decisione che avrebbe tolto le auto dal Tridente» attacca Veltroni da Firenze La volontà politica di non procedere oltre relativamente al progetto del parcheggio nel Pincio, secondo quanto ha scritto a la Repubblica il sindaco Gianni Alemanno, c'è: motivata dalla non-indispensabilità di un altro parcheggio nel cuore del centro storico, poiché, allo scopo di sfoltire le auto in sosta nel Tridente, (ad eliminarle svuotando "il sacro colle" non ci si riuscirebbe comunque), si potrebbe attrezzare, dice Alemanno, il già esistente parcheggio del Galoppatoio. Ma «per revocare l'appalto senza incorrere nell'illecito amministrativo», scrive il sindaco, «si ripropone la possibilità di una riconsiderazione da parte delle sovraintendenze dei pareri vincolanti che sono stati espressi...». E qui la cronista, pur volenterosa, si ritrova nel buio, si chiede se i pareri espressi finora siano stati vincolanti o no, o siano soltanto dei pareri e basta Detta in soldoni, par di capire, per evitare che l'erario debba pagare la revoca dell'appalto alla S.a.c. di Cerasi, la strada da percorrere sarebbe quella di apporre un vincolo archeologico sul colle: il Pincio è già tutelato dal punto di vista paesaggistico e monumentale come Villa storica, ma non aveva finora un vincolo archeologico, visto che non c'erano mai stati degli scavi sulla celebre terrazza. Ma a chi tocca apporre eventualmente il vincolo, dopo le recenti scoperte che, come è ormai è noto, coinvolgono (finora) il 30 dell'area progettata a parcheggio? La cronista si rivolge per prima cosa al cortese Professore Stefano De Caro, Direttore Generale del Ministero dei Beni e le Attività culturali, per il settore archeologico. Il Professore, in un precedente colloquio, mi aveva detto che lui stesso, e gli altri due Direttori Generali (Cecchi e Prosperetti) per il settore architettonico e quello paesaggistico, avrebbero riunito i rispettivi Comitati tecnico-scientifici per prendere una decisione congiunta sulla questione. La riunione, mi dice ora, si terrà martedì 9 settembre, ma, quando gli chiedo se ne potrebbe scaturire il vincolo archeologico - ovviamente se i pareri dei tre Comitati andranno in quella direzione - mi risponde che non tocca a loro. «Non sono i Direttori Generali ad avere questa facoltà», mi spiega. «L'apposizione del vincolo spetta al Direttore Regionale dei Beni e delle Attività culturali». Mi sembra di stare giocando al gioco dell'oca. Si torna dunque alla casella occupata dall'ingegner Luciano Marchetti, che pazientemente mi spiega la situazione, almeno per quanto, sottolinea, gli compete. «Intanto - gli chiedo - mi aiuta a capire se lei, nel documento recepito dalla Conferenza dei Servizi del 27-7-2005 ha espresso soltanto un parere oppure ha dato il nulla osta al parcheggio?» (Nel documento c'è scritto: «Oggetto: "Parcheggio 'Pincio' - Progetto definitivo"»). «Di fatto è un nulla osta con prescrizioni », mi spiega il Direttore Regionale. E richiama i punti in cui aveva chiesto delle modifiche: l'ampiezza degli accessi da ridurre «al minimo indispensabile» (niente Suv?), l'eliminazione del motivo romboidale che, nel progetto del 2005, circondava la griglia centrale (che ora già è scomparsa, sostituita da una collana di grigliette), e, più in generale la richiesta di «tener presente l'importante sistemazione del Valadier, pervenendo a linee architettoniche quanto più possibile semplificate e ridotte». Ed ora aggiunge: «Avevo anche chiesto che il cantiere fosse il più possibile arretrato rispetto alla balaustra del belvedere...». Ma se arriva ameno di due metri dall'affaccio! «Non ci sono andato di recente, comunque ora la materia sulla quale ho redatto quel documento va rivisitata». Infatti ci sono state le scoperte archeologiche, il criptoportico, gli ipogei, si presume un impianto termale...«Bisognerà verificare tutto. Aspetto la relazione dettagliata del Soprintendente Bottini». Ma come, non l'ha ancora vista? Bottini l'ha recapitata al Campidoglio il 7 agosto, ci hanno messo quattro giorni a protocollarla, ma poi. Possibile che non gliela abbiano comunicata? «L'ho vista solo di sfuggita, aspetto la consegna formale. E il parere dei Comitati tecnico-scientifici... Se la documentazione sarà esaustiva ed ineccepibile dal magistrato, e mi sarà richiesto formalmente di apporre il vincolo, mi comporterò di conseguenza. Voglio sottolineare tuttavia che il mio compito è strettamente tecnico. Questioni politiche o finanziarie, non mi competono né mi riguardano ». Però nel documento firmato da lei, c'è la considerazione «che le opere, finalizzate alla realizzazione di parcheggi per i residenti, con la conseguente eliminazione di quelli attualmente a raso, risultano migliorative della qualità urbana della zona del Tridente». «Questa era la sintesi dello spirito che improntava il progetto. Non redatto da me...». Adele Cambria
ROMA - PINCIO: Pincio, ora è battaglia sui vincoli
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha cercato di trasferire la responsabilità dello stop al parcheggio Marchetti sulle soprintendenze, affermando che la decisione di non procedere con il progetto era motivata dalla non-indispensabilità di un altro parcheggio nel cuore del centro storico. Alemanno ha proposto di attrezzare il già esistente parcheggio del Galoppatoio, ma per revocare l'appalto senza incorrere nell'illecito amministrativo, si ripropone la possibilità di una riconsiderazione da parte delle soprintendenze.
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