A Venezia era a presentare «Yuppi Du» (film del 1975 da lui scritto e diretto) ma da Adriano Celentano, si sa, ci si può aspettare di tutto. E così la conferenza stampa organizzata per parlare della sua pellicola fresca di restauro si è trasformata ben presto in un invettiva delle sue andando a ruota libera su Alitalia, Expo e perfino sul Pincio. Lui, milanese doc e cantore ambientalista della via Gluck, non riesce proprio a capacitarsi all'idea di vedere realizzarsi il megaparcheggio in una delle aree più verdi del centro di Roma. «La follia della devastazione di un pezzo di storia di Roma sul Colle del Pincio per costruire un parcheggio per 700 auto è incredibile», dice Celentano che attacca il progetto senza troppi giri di parole, con tanto di nomi e cognomi. «Pare che l'inventore di questa mostruosità sia un certo Chicco Testa. Certo che dopo questa idea gli è rimasto solo il chicco». Ma è solo l'antipasto, perché l'ideatore del Clan ne ha per tutti, senza distinzione di colore politico: «Assistiamo a un dilagare dei genitori di Frankestein, la Moratti e Formigoni, figli del vertice politico degenerato, alla cui testa non c'è solo Berlusconi ma anche Veltroni». Celentano ricorda infatti come il segretario del Pd solo qualche mese fa, quando era ancora sindaco capitolino, «definì quella del Pincio l'operazione urbanistica più importante degli ultimi anni. E Alemanno, che all'epoca non era sindaco, si oppose con forza, ma oggi che è sindaco di Roma ha cambiato idea. La sinistra è d'accordo con la destra». Insomma, «un segno evidente dello scambio di favori tra imprenditori e politica... Non mi meraviglierei se sinistra e destra fossero d'accordo e già al lavoro per progettare un mega parcheggio sotto la laguna di Venezia».