L'imprenditore Pietro Dottor: «Ci sono state concesse alcune date. Tutto è svolto in accordo con la Soprintendenza» «Non capisco il perché di queste polemiche. L'intervento di restauro su palazzo Ducale sarà a costo zero per il Comune e interamente a carico di sponsor privati che coinvolgeremo anche con eventi all'interno del complesso». L'imprenditore Pietro Dottor, presidente del Brandolin Dottor Group di San Vendemiano, ha deciso di spiegare l'intervento che vedrà palazzo Ducale, ponte dei Sospiri e il palazzo delle Prigioni sotto i ferri degli specialisti per tre anni. L'azienda, trascinata dal completamento del restauro della torre de l'Orologio restando nei tempi e consegnando il palazzo patriarcale addirittura quattro mesi prima del termine, è attualmente impegnata nel restauro di Punta della Dogana. Recentemente la copertura di spazi più ampi del previsto di palazzo Ducale ha fatto storcere il naso a molte persone, così come il "Cielo dei sospiri" di Olivero Toscani, sul quale saranno appuntati di mese in mese i messaggi pubblicitari degli sponsor. «Non voglio partecipare a polemiche - dice Dottor - l'obiettivo è arrivare in tre anni al completamento di un restauro finanziato interamente da privati. È difficile in questi mesi trovare un privato che investa centinaia di migliaia di euro nelle maxiaffissioni.La gente dovrebbe capire che i privati mettono i loro soldi nella salvaguardia del patrimonio, ma chiedono anche qualcosa in cambio. La figura del filantropo puro purtroppo non esiste». - Qual è il costo dell'intervento? «Circa tre milioni. Noi abbiamo messo già 430mila euro (provenienti da proventi pubblicitari su Punta della Dogana, ndr) e trovato sponsor per circa un milione e 400mila. La convenzione che abbiamo stipulato con Comune, Musei Civici e Soprintendenza prevede che se dovessimo raccogliere fondi superiori all'importo dei lavori, questi i saranno messi a disposizione di Palazzo Ducale per futuri interventi. La convenzione prevede anche l'utilizzo di spazi interni, come il cortile e qualche sala, che ci sono stati concessi per alcune date per i tre anni con lo scopo di raccogliere fondi». - Come procederanno i lavori? «I prossimi quattro mesi saranno esclusivamente impiegati a studiare l'edificio con tutto ciò che la scienza e la tecnologia ci mettono a disposizione. Non si tratterà di una ripassata e via, ma di lavori in profondità e destinati a durare per i prossimi due o trecento anni. A gennaio-febbraio dovremmo avere il progetto dettagliato e si partirà con l'intervento conservativo. Il progetto prevede anche un piano di manutenzione futuro per i prossimi 50 anni, che studieremo in maniera dettagliata in modo che sia facilmente leggibile da chi dovrà effettuare gli interventi. Quanto al ponte dei Sospiri, lo terremo per ultimo e cercheremo di nasconderlo il meno possibile». - C'è che dice che la copertura dei ponteggi dovrebbe riportare la foto del palazzo in restauro. «Trovo una cosa buffa fare la foto del palazzo, fra tre anni tutti godranno dell'immagine bellissima del palazzo restaurato». - E i perni piantati sulle facciate? «Non abbiamo lasciato nulla all'improvvisazione. Ogni foro di ancoraggio è stato concordato con la Soprintendenza dopo lunghi studi e perlustrazioni».