Il sindaco allarga le braccia e chiarisce in poche parole il concetto rivolgendosi ai giornalisti: «Se mi trovate voi chi mi dà i soldi per i restauri dei palazzi storici di Venezia, beh allora rinunciamo alle grandi pubblicità sulle facciate. Non c'è altro da dire». Riflessione che non fa una grinza, ma che soprattutto chiarisce quanto gli sponsor siano fondamentali nel progetto complessivo di riqualificazione, restauro e rilancio del patrimonio immobiliare pubblico. Insomma, una strada di non ritorno in tempi di vacche magre come quelli che stiamo vivendo. E anche il capo di gabinetto di Ca' Farsetti, Maurizio Calligaro, non trova alcuna meraviglia sulla decisione del Comune. «Si tratta di iniziative prese di comune accordo tra noi e la Soprintendenza - chiarisce Calligaro - Va da sè che non tutte le richieste di "pubblicità" possono essere accettate. Ci sono stati casi, anche recenti, nei quali abbiamo detto no a prestigiose ditte o marche di abbigliamento che intendevano fare pubblicità ai loro prodotti in maniera poco consona ai luoghi. In altri casi, invece, siccome non siamo noi ad essere esperti di pubblicità, si è cercato di venire a patti con l'inserzionista». Insomma, una tempesta in un bicchiere d'acqua per Ca' Farsetti che - in maniera utilitaristica - ribadisce l'importanza delle proposte di "sponsorship" per favorire la manutenzione del patrimonio. «C'è uno stretto controllo del messaggio pubblicitario - avverte ancora Calligaro - Già in due occasioni, per quel che riguarda la facciata di Ca' Giustinian, che sarà "liberata" nelle prossime settimane, abbiamo detto no a due aziende che proponevano messaggi che abbiamo definito fin troppo "aggressivi". In qualche modo dobbiamo stare alle regole del gioco, ma abbiamo messo dei paletti. Per il resto, in città, non siamo mica gli unici ad aver agito così. Guardate un po' alla stessa Soprintendenza . Chi ha messo quei giganteschi cartelloni pubblicitari sulla facciata di Palazzo Reale?». Ma le sorprese non finiscono qui. Basti pensare, ad esempio, alla "copertura" pubblicitaria di San Simeon Piccolo di fronte alla stazione ferroviaria. Ma ci arriverà dell'altro. Infatti, nei prossimi giorni, la pubblicità ricoprirà anche Ca' Rezzonico, il Museo dei Settecento veneziano. «Nei primi giorni di settembre - annuncia Calligaro - verrà presentata anche la "cartellonistica" che coprirà parzialmente la facciata. L'importo stabilito è di 500 mila euro. Questa somma ci consentirà di iniziare i lavori di ripulitura dell'edificio sul Canal Grande». Ma altre iniziative potrebbero essere all'orizzonte e riguardare altri monumenti cittadini. «Ad esempio questa prospettiva potrebbe riguardare anche il Ponte di Rialto - butta lì Calligaro - secondo procedure ben precise. Tutto questo ci consentirebbe quindi di "restaurare" e ripulire anche questo monumento».
CA' FARSETTI Nei prossimi giorni la pubblicità ricoprirà anche Ca' Rezzonico
Il sindaco di Venezia ha affermato che se i restauri dei palazzi storici della città vengono finanziati da sponsor, allora le grandi pubblicità sulle facciate saranno abolite. Il capo di gabinetto di Ca' Farsetti, Maurizio Calligaro, ha confermato che la decisione è stata presa di comune accordo con la Soprintendenza e che ci sono stati casi in cui le richieste di pubblicità sono state rifiutate. Calligaro ha anche affermato che ci sono regole del gioco che devono essere rispettate, ma che ci sono anche dei limiti. La Soprintendenza ha già messo cartelloni pubblicitari sulla facciata di Palazzo Reale e San Simeon Piccolo di fronte alla stazione ferroviaria.
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