«Non lo possono fare, è fuorilegge. La circolare Rutelli proibisce l'uso di qualsiasi pubblicità che non corrisponda al palazzo». Così Vittorio Sgarbi, critico d'arte, politico, scrittore e, da alcuni mesi, neosindaco di Salemi, in Sicilia. Professor Sgarbi, la copertura di Palazzo Ducale con pannelli pubblicitari sulle impalcature per il restauro dell'immobile, è stata autorizzata dalla Soprintendenza . «Secondo me la Soprintendenza ha fatto male. Io, da sindaco, non avrei mai autorizzato l'affissione di pannelli pubblicitari su Palazzo Ducale. In una città piena di turisti come Venezia, poi, la trovo assolutamente volgare. Se Palazzo Ducale deve essere "ingabbiato" per consentire i lavori di restauro e i visitatori non possono vedere il "vero", allora che vedano "l'immagine": è questo che dice la circolare Rutelli, i pannelli di copertura devono riportare l'immagine del Palazzo». Però la pubblicità serve: senza i soldi degli sponsor non si finanziano i restauri. «Palazzo Ducale è uno dei simboli di Venezia, io sarei guardingo rispetto alla commercializzazione indiscriminata e materialista. E comunque, se vogliamo parlare di soldi, diciamo anche che ogni Soprintendenza spende la metà dei finanziamenti erogati dal ministero, soldi non spesi che poi vengono restituiti. Non ricordo i dati di Venezia e del Veneto, ma nel Sud oltre il 50 dei fondi erogati alle Soprintendenze non vengono spesi. So benissimo che palazzo Ducale è del Comune, ma la Soprintendenza potrebbe contribuire». Lei è contrario a priori alla pubblicità sui palazzi? «Ma è chiaro che la pubblicità si può fare, a patto che sia decorosa». Per Palazzo Ducale il progetto originario di Oliviero Toscani - i pannelli di nuvole e cielo - prevedeva che i marchi degli sponsor fossero piccoli. Invece saranno grandi. «Condivido l'impostazione di Toscani, che è assessore nella mia giunta a Salemi. La pubblicità sui cantieri è lecita, ricordo che lo schermo più grande del mondo sulla facciata di palazzo dell'Arengario, a Milano, l'ho messo io, ma nel caso di Venezia domando: Toscani e gli sponsor non avrebbero avuto un maggiore vantaggio a mettere i loro pannelli per nascondere cose brutte? Ad esempio Piazzale Roma? O, meglio ancora, per nascondere quell'orrido ponte di Calatrava?». Orrido? «Calatrava è mio amico, ma il ponte è orrido e poi non serve a niente». A Venezia si sta discutendo se far inaugurare il ponte al presidente della Repubblica. «Considerato che Venezia è la città di Giorgione, Bellini, Palladio, suggerirei a Napolitano di slegare la sua presenza dall'inaugurazione di un ponte che, da un punto di vista architettonico, è di un disabile». Lei è stato parlamentare, assessore in Provincia a Milano, ora è sindaco di Salemi. Mai pensato di impegnarsi politicamente a Venezia? «Sa chi recentemente mi ha fatto una proposta selvaggia di candidarmi tra due anni a sindaco di Venezia? Cesare Campa. E pochi giorni prima, Alain Elkann aveva detto di plaudire quelle città, come Venezia e Salemi, che si affidano a uomini di cultura, come appunto Cacciari e me. Quindi, perché no?». È una battuta o lo sta dicendo seriamente? «Adesso è una battuta, ma la proposta potrebbe essere meditata. Certo andrebbe condivisa, non dovrebbero esserci divisioni nella coalizione di centro o di centrodestra, la Lega non dovrebbe correre per conto suo. E sa che le dico? Che se mi candidassi sindaco di Venezia, vincerei sicuramente».