VENEZIA Piazza San Marco come Piccadilly Circus? Non un'ipotesi da eresia, ma il possibile futuro che aspetta il luogo più famoso di Venezia. Luccicante come Times Square, accattivante come se fosse Hong Kong. Tra pochi mesi i maxischermi a cristalli liquidi - e i loro scintillanti contenuti - potrebbero arriva in piazza San Marco: la più decisa e impattante forma di comunicazione pubblicitaria servirà a coprire il restauro di cinque palazzi storici. C'è il via libera formale del Comune all'operazione, dopo l'approvazione della convenzione stipulata dalla Soprintendenza dei Beni architettonici con due aziende, una italiana e una inglese, per tirare a lucido la piazza. Pannelli digitali che potrebbero coprire anche 250 metri quadri, per i sei anni utili ai cantieri per completare i restauri. «I maxischermi sono previsti dalla convenzione che abbiamo siglato con la società inglese che sponsorizza i restauri - spiegano dalla Soprintendenza - ma non sono ancora stati approvati. Si tratta comunque del male minore, in una situazione in cui le risorse sono carenti e i beni culturali cadono a pezzi». Vedi piazza San Marco, che da troppo tempo, quasi cinquant'anni, aspetta un maquillage fatto come si deve. Il salotto buono di Venezia apre le braccia agli investitori che daranno nuovo lustro a cinque edifici storici: Biblioteca Marciana, Zecca, i due lati del Museo Correr (Ala Napoleonica e Calle dell'Ascension), il Palazzo ex Reale e il lato delle Procuratie nuove. Gli oneri per la Soprintendenza? Nessuno: la spesa - 3 milioni e 600 mila euro - sarà a carico esclusivamente degli sponsor. Due le società coinvolte: la Aremedia International Limited (sede a Floriana, nell'isola di Malta) e la Ger-so di Monte San Pietro, che finanzieranno ed eseguiranno i lavori. Dopo i manifesti pubblicitari giganti su Palazzo Ducale e su altri edifici pubblici della città lagunare, anche l'area marciana sta per inchinarsi al marketing: Aremedia Limited potrà utilizzare i pannelli a protezione dei palazzi a scopo pubblicitario, in esclusiva. «Cartelloni digitali» che dovranno comunque superare test precisi di stabilità e di sicurezza, oltre a influire il meno possibile sul peso totale del cantiere. «È però un'ipotesi che andrà verificata caso per caso - aggiungono dalla Soprintendenza - eventualmente servirebbe un'approvazione specifica, non c'è il rischio di trovarsi di fronte a qualcosa di sconosciuto, ma analizzeremo anche i particolari». La società inglese non potrà installare qualsiasi tipo di pubblicità: il dialogo tra Soprintendenza e Comune servirà per valutare, almeno con quindici giorni d'anticipo rispetto all'esposizione del messaggio pubblicitario, il contenuto che verrà divulgato in piazza San Marco, per evitare cadute di gusto. Di fronte alle critiche al progetto, il sindaco Massimo Cacciari taglia corto: «Non è né bello né brutto, ma necessario. Siamo costretti a muoverci con risorse limitatissime. Bisogna curare i monumenti e le opere artistiche della città, ma per farlo è necessario chiedere una mano agli sponsor: per quanto mi riguarda la Soprintendenza fa benissimo a muoversi anche su questo piano. Non bisogna quindi valutare se i maxischermi siano belli oppure brutti, ma rendersi conto che sono estremamente necessari, anche in piazza San Marco». Una novità che potrebbe, nel futuro, coinvolgere altre zone della città. «E' indispensabile rivolgersi agli sponsor, altrimenti non si riuscirebbe a realizzare più nulla. Ho parlato a più riprese anche con il ministro Bondi, e la risposta è stata sempre la stessa: non ci sono soldi per i Beni culturali. Non possiamo fermarci, se qualcuno arriva a dare una mano alla Soprintendenza e al Comune è bene accetto».
VENEZIA - Times Square? No, San Marco. La piazza violata dai maxischermi pubblicitari per finanziare i restauri dei palazzi
La Soprintendenza dei Beni architettonici di Venezia ha firmato una convenzione con due società, una italiana e una inglese, per il restauro di cinque palazzi storici in piazza San Marco. I lavori saranno finanziati dagli sponsor e potrebbero includere l'installazione di pannelli digitali a cristalli liquidi per coprire il restauro. La Soprintendenza ha ottenuto il via libera formale del Comune per l'operazione. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha affermato che il progetto è necessario per curare i monumenti e le opere artistiche della città, anche se non è una scelta esteticamente piacevole.
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