Il gestore del ristorante arabo davanti all'università: «Sì alla chiusura alle auto, ma solo se si mette l'arredo» Piccole piazze, che a volte non si riconoscono nemmeno come tali. Come Piazza Marconi, tra via Mercatovecchio e Riva Bartolini, nata nel 1931 dopo la demolizione di alcuni vecchi edifici e su cui si affaccia Palazzo Bartolini, ossia la sede della biblioteca civica Joppi dal 1866. «Questa è una bella zona - dice il proprietario dell'edicola Negri situata in piazzetta -. Vivace. Si sta bene: ci sono negozi, la gente gira in bici e i vigili sono molto presenti. Prima c'era il problema dei bar rumorosi, ma ora è stato risolto. Noto, però, che sempre più gente se ne va: il trend è di abbandonare il centro a favore della periferia». In piazza, ci sono molti giovani, soprattutto studenti che frequentano la biblioteca Joppi, la cui ristrutturazione è ormai da diversi anni nei programmi dell'amministrazione: un progetto travagliato. Dopo l'approvazione della giunta Cecotti, infatti (nel progetto, tra l'altro, era stato inserito anche il collegamento tra la piazzetta e il colle del Castello tramite ascensore), l'anno scorso Italia Nostra sollevò il caso dei volumi che non avrebbero trovato posto nel palazzo ristrutturato e la Soprintendenza bloccò l'ipotesi ascensore, dando però parere positivo alla prima tranche di lavori (pari a 3 milioni di euro). Ma la passata maggioranza non diede il via alla gara d'appalto.Proseguendo oltre Riva Bartolini si trova un'altra piccola piazza, San Cristoforo, che deve il nome alla chiesa cinquecentesca ora in restauro. Qui finisce la Ztl. «È una zona che si regge soprattutto sugli studenti universitari e sugli uffici - spiega Sara Pasqual del Bar Astoria -. Quindi se fossimo in regime di traffico limitato non cambierebbe molto la situazione. Io, comunque, la preferisco così». A novembre 2007, il consiglio comunale approvò qui la trasformazione degli stalli gratuiti in parcheggi a pagamento: «Infatti sembra ci siano più posteggi liberi di una volta - continua Pasqual -. C'è comunque sempre passaggio, anche se già ci sentiamo fuori dal centro». Nel giro di pochi mesi, in questa zona, hanno chiuso due negozi, la profumeria all'angolo di via Molin Nascosto e un negozio di abbigliamento, mentre l'agenzia immobiliare si è spostata di qualche metro.Continuando lungo il tratto iniziale di via Gemona si arriva poi a Piazzetta Antonini (già nota come via Antonini). Via Gemona e via Mazzini sono percorribili per tutte le auto, mentre la via che passa davanti all'ingresso dell'Ateneo (via Petracco) è a regime di ztl. Qui, nel palazzo Antonini Cernazai, che risale al Sedicesimo secolo, trovano, infatti, sede le facoltà umanistiche dell'Università. Anche qui, quindi, gli esercizi commerciali puntano soprattutto sugli studenti. «In questa zona si lavora con gli universitari. Ci sono anche molti stranieri - spiega Carlo Ceglia del Bar Galanda -. È una zona bellissima, tranquilla, di classe». Secondo il titolare del bar, si tratta di una ztl "naturale" per così dire: «Il traffico non è fastidioso - dichiara Ceglia - perché non c'è un grande passaggio di auto. Per questo è bene mantenerla così: se il Comune la rendesse effettivamente ztl resterebbe una zona esclusa dal centro». Quali sono i problemi? «Secondo me si dovrebbe dare più spazio per gli eventi - continua il gestore del bar -, magari facilitando le concessioni di occupazione di suolo pubblico da parte dei bar. La sera, infatti, la gente si allontana dal centro; magari se i negozi facessero un orario prolungato si innescherebbe un circuito virtuoso». In questa piazzetta, circa 15 anni fa, fu costruito anche il cosiddetto "sarcofago" (così fu soprannominato dai detrattori l'angolo architettonico progettato da Bettini) che scatenò le polemiche di molti cittadini: per toglierlo, furono raccolte firme. Ora è diventato il simbolo della zona e «adesso - Ceglia fa un complimento al collega Rida Akkad - è in sintonia col resto con la piazza». Perché Akkad, gestore del ristorante arabo "Mille e una Notte", ha chiesto e ottenuto di poter mettere i tavolini sulla piazzetta, usando il sarcofago come quinta architettonica. «Un tempo quello era un angolo morto e spoglio - spiega Akkad -. In piazza si festeggiavano le lauree: i ragazzi tiravano le uova ai neo-laureati e la gente protestava perché il plateatico era sporco e puzzava. Ora, con i tavolini del ristorante, la pulizia è assicurata e la piazza è più frequentata anche di sera». Akkad è uno dei commercianti che vedrebbe di buon occhio un'estensione della ztl anche nel tratto iniziale di via Gemona, «ma solo se si trovano strumenti, come aiuole e panchine, per portare la gente a passeggiare. Altrimenti è un danno».
VENETO - Nelle piccole piazze c'è chi vuole la ztl
Il testo descrive alcune piccole piazze in una zona dell'università, come Piazza Marconi, Piazza San Cristoforo e Piazzetta Antonini. Queste aree sono frequentate da studenti e ufficiali, e sono caratterizzate da un traffico limitato. Il proprietario dell'edicola Negri, che si trova in Piazza Marconi, afferma che la zona è "vivace" e che la gente si sente bene. Tuttavia, nota che sempre più persone stanno abbandonando il centro per la periferia. Il progetto di ristrutturazione della biblioteca civica Joppi, che si trova in Piazza Marconi, è stato travagliato e ha sollevato alcune preoccupazioni tra i cittadini.
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