Il restauro di villa Amendola, com'è avvenuto per il Castello, suscita polemiche. Il leader dell'opposizione, Antonio Gengaro, ritiene discutibile la qualità degli interventi che l'amministrazione comunale sta portando avanti per recuperare monumenti e palazzi storici. «Più che un restauro conservativo, ancora una volta ci troviamo di fronte a vere e proprie aggressioni tecniche - afferma Gengaro - ho già posto in passato il problema della qualità degli interventi compromessa dall'affidamento dei lavori con incarichi diretti. Per recuperare edifici che rappresentano la storia della città l'amministrazione comunale avrebbe dovuto puntare su alte professionalità o su concorsi ma ha preferito la strada degli incarichi clientelari e i risultati sono quelli che si vedono al Castello, villa Amendola e all'ex Gil». Naturalmente, il giudizio di Gengaro è legato solo alla parte dell'edificio diventata visibile con la rimozione dell'impalcatura. «Spero di ricredermi quando avrò la possibilità di visitare l'interno della villa - dice Gengaro - il primo impatto non è certo positivo e da quanto ho sentito, anche la suddivisione degli spazi non rispecchia la struttura originale». Ma il direttore dei lavori, l'architetto Margherita de Simone chiarisce: il progetto ha conservato l'immagine storica della villa. «I lavori - spiega l'architetto de Simone - sono stati svolti in stretta collaborazione della Soprintendenza che, prima dell'indizione della gara, aveva dato parere favorevole al progetto. L'intervento è consistito nel consolidamento dei due corpi di fabbrica della villa, delle grotte di tufo e nella messa in sicurezza del parco. Il confronto tra le foto dello stato dei luoghi antecedenti i lavori con l'attuale struttura consentirà di apprezzare la qualità dell'intervento e il pieno rispetto di quanto previsto nel progetto approvato». ci.pu.