(ASCA) - Roma, 5 set - La collina del Pincio e' "un bene inalienabile, troveremo altre soluzioni". Lo afferma il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, in una lettera inviata al Corsera. Il ministro interviene cosi' nel dibattito sul parcheggio multipiano del Pincio, voluto dalla precedente giunta di centrosinistra guidata da Walter Veltroni, su cui il sindaco Alemanno ha nominato una commissione di saggi dopo i ritrovmenti archeologici. "Walter Veltroni e' un grande pescatore di parole" attacca Bondi "motivato dal desiderio del bello, temo pero' che lo persegua con mezzi opinabili. Spinto dal progetto di pedonalizzare il centro storico di roma, l'ex sindaco - prosegue il ministro - ha voluto mettere all'asta la collina del Pincio per offrirla al migliore offerente. Si e' trattato di lucrare su un bene comune, inalienabile e indisponibile, oltre che sacro a quanti nel mondo coltivano la memoria di quello che fu il centro propulsore della civita' occidentale, col pretesto di migliorare la qualita' della vita dei romani, ma mirando a un obiettivo ben piu' modesto: rimpinguare le casse del Campidoglio, afflitte da un debito esorbitante". Bondi sottolinea poi che "il nostro governo e in particolare la nuova amministrazione della Capitale guidata da Gianni Alemanno, ora vuole invertire la tendenza", ponendo fine "alla svendita di risorse inalienabili e indisponibili, razionalizzando e perfezionando le strutture esistenti, per esempio il parcheggio del galoppatoio". Infine il ministro avanza la proposta di "lanciare un concorso internazionale di idee per risolvere il problema del traffico urbano entro l'antica cinta muraria della citta' di Roma", che consenta, conclude Bondi, "uno sviluppo lungimirante di Roma". res-dnpsamrob (Asca)