"Alzatevi da quella sedia, agite, forse è arrivato il momento di individuare i colpevoli di tale disastro". È questo in poche parole il messaggio diretto che ieri mattina il segretario regionale della UilBac, Emilio Izzo, ha voluto inviare alla Magistratura isernina e molisana... "Alzatevi da quella sedia, agite, forse è arrivato il momento di individuare i colpevoli di tale disastro". È questo in poche parole il messaggio diretto che ieri mattina il segretario regionale della UilBac, Emilio Izzo, ha voluto inviare alla Magistratura isernina e molisana. Tanti soldi sperperati ma le opere molisane sono ancora racchiuse in un interminabile cantiere.Una conferenza stampa, meditata da diversi giorni, davanti al tribunale di Isernia; è lì, sui gradini dell'edificio, che Izzo ha voluto incontrare i giornalisti per fare il punto, ancora una volta, sulla situazione dei Beni Culturali del Molise. Il luogo, come detto, non è stato di certo casuale. "Non salgo queste scale solo per denunciare e basta, spero che la Magistratura adesso si attivi in fretta. Ad una palese non trasparenza dei ruoli dei soggetti coinvolti, a vario titolo, nei lavori relativi al settore in questione, non è finora corrisposta una giusta attenzione da parte degli organi preposti ai controlli ed, in particolare, della magistratura locale, che a fatti inconfutabili e riportati dagli organi di polizia a seguito delle dovute investigazioni, non ha mai collegato effettivi responsabili". Ad aggravare la situazione molisana è una nota ispettiva (otto pagine) del Ministero dei Beni Culturali, una copia nelle mani di Izzo, un documento inviato dal direttore generale dei Beni Architettonici del Ministero, Stefano De Caro, alla direzione regionale del Molise. L'oggetto in questione: gli scavi archeologici di San Vincenzo al Volturno. De Caro scrive di aver ricevuto la relazione dei lavori: l'insufficienza tecnica è grave fa sapere . è necessaria una revisione dei lavori fatti fino ad oggi, compreso i danni apportati dalla ditta che ha eseguito alcuni lavori e gli scavi effettuati dall'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Nel documento, nella parte conclusiva, De Caro esprime in ogni caso solidarietà al nuovo direttore regionale Pentrella per il rinnovamento ripreso, affinché si trovi una soluzione avendo constatato che il problema è certamente all'origine dei lavori. Qualcosa sembra si stia già muovendo in Regione. L'assessore regionale alla Cultura, Sandro Arco, si starebbe già attivando per incontrare le parti interessate a questo scavo.Dopo l'esposizione di questo durissimo documento il sindacalista della UilBac ha esposto le altre questioni inerenti altri fondi andati perduti per il Museo Paleolitico di Isernia: in questo caso sembrerebbe, invece, pronta un'intesa tra l'architetto Pentrella e il presidente della Regione Iorio per chiudere i lavori. A quanto pare altri fondi per effettuare scavi e restauri al momento non ce ne sono. Quello che sarà assicurato, intanto per permettere le visite nei luoghi di cultura, è la loro messa in sicurezza.Izzo ha poi esposto i problemi presenti nell'area archeologica di Pietrabbondante, in quella di Altilia (dove lo scavo non ha ancora una recinzione), l'anfiteatro e la Villa Zappone di Larino, il teatro e il Verlasce di Venafro, tratturi, eremi, chiese e, non ultimo, "il paesaggio devastato dalla cementificazione selvaggia e dall'eolico". Per concludere, una nota sempre dolente, l'occupazione giovanile: "Sono anni ormai che lamento questo problema. Non è stato ancora creato lavoro per i tanti giovani laureati nei Beni Culturali che, nonostante tutto, continuano a lavorare senza essere retribuiti. Siamo ancora nell'Inganno della Cultura e, purtroppo, nella Cultura dell'Inganno".