Il Comune corre ai ripari stanziando 120mila euro per la ristrutturazione del Monumento ai Caduti dove sono custoditi i reperti archeologici È il luogo dove viene custodita una larga fetta della storia opitergina. Si tratta del magazzino archeologico, alloggiato negli spazi dietro al Monumento ai Caduti, in piazzale della Vittoria. Gran parte dei materiali rinvenuti durante le numerose campagne di scavi archeologici condotte in città nel corso degli anni, sono custoditi in questo sito, in attesa di essere studiati. Le condizioni del fabbricato però non sono delle migliori. È un edificio vetusto, con il tetto rovinato, che in più punti lascia penetrare l'acqua piovana. Tanto da costringere alla collocazione di raccoglitori all'interno delle stanze quando piove, e a spostare i reperti in modo che la pioggia non li rovini. Una situazione non facile, alla quale il Comune ha deciso di porre rimedio. Tanto che nel piano delle opere pubbliche del 2009 è inserita la ristrutturazione dell'edificio "Monumento alla Patria" per un importo di 120mila euro. Lavori che sono stati messi in programma nonostante le risorse economiche siano sempre più risicate, mentre crescono nel contempo i bisogni dei cittadini. Nondimeno, una comunità che si occupa del suo passato, e non guarda solo al futuro, dà segno di civiltà. Ed è quello che dimostra di fare l'amministrazione opitergina, preoccupandosi di dare un luogo adatto alla conservazione della Storia e a coloro che la studiano. Non si pensi che, entrando nel magazzino, ci si trovi di fronte a una distesa di anfore, statue, edicole funerarie e così via. La maggior parte dei reperti è costituita da pezzi e frammenti, custoditi in decine e decine di casse. Che sono suddivise in base allo scavo archeologico di provenienza. Se il valore economico è dunque di scarso rilievo, ben diverso è quello scientifico. Perchè tutti questi materiali, opportunamente studiati e catalogati, offrono uno spaccato della vita degli antichi opitergini, non solo di epoca romana ma anche antecedente l'arrivo di Roma. Purtroppo, date le condizioni del magazzino, lo studio dei materiali è tutt'altro che agevole. Nei mesi invernali è in pratica impossibile accedervi - dato che manca l'impianto di riscaldamento - e a causa dell'umidità dovuta agli eventi atmosferici. Mentre nel contempo sono diverse le persone che hanno interesse a frequentarlo, a partire dagli studiosi che, muniti degli indispensabili permessi della Soprintendenza Archeologica, vorrebbero poter condurre le loro ricerche. I reperti che sono stati via via sistemati, sono anche stati esposti a rotazione nelle sale del Museo archeologico "Eno Bellis". A partire dal prossimo anno comunque questo stato di cose dovrebbe essere superato, a riprova della collaborazione esistente fra il Comune e la Soprintendenza Archeologica.A.F.