Le ristrutturazioni di una serie di edifici storici e di alcune realtà di archeologia industriale sono state congelate e rischiano di non partire Tra i cantieri interessati c'è quello dell'ex convento della canossiane, il mulino dalla Favera e l'ex Dal Piaz La crisi del mattone è sotto gli occhi di tutti i feltrini. Cantieri e lavori bloccati: non solo quelli tradizionali, ma anche le grandi ristrutturazioni cittadine che una volta effettuate potrebbero dare un nuovo volto e una nuova linfa alla città. Gli addetti ai lavori spiegano questa fase di stallo non solo con la recessione economica che sta colpendo il paese, ma anche come una conseguenza della corsa all'edificazione avvenuta negli scorsi anni.C'è una grande varietà di offerta, ma non c'è domanda: sono molti ora gli appartamenti invenduti e sfitti. Infatti non si è verificato un aumento del numero di residenti: Feltre ne aveva circa 20.100 prima delle ultime edificazioni e continua a registrare lo stesso numero di abitanti anche oggi.Passeggiando per la città non è difficile imbattersi in alcune "cattedrali del deserto" il cui destino sarebbe già segnato, almeno sulla carta.Ma è la prudenza dei costruttori a non far partire i lavori attendendo tempi migliori.EX DAL PIAZ Nel cuore delle città bassa si trova l'ex Liceo Dal Piaz, nato come sede della scuola professionale Rizzarda, poi ha ospitato gli studenti dell'ITIS Negrelli e in ultimo il Liceo Scientifico, ora spostatosi nell'ex scuola media Luzzo. Occupato dai No global era stato ribattezzato Ostello Dal Paz come ancora si legge sulla facciata, accanto ai Magazzini Comunardiche dovevano divenire il centro sociale della città. Nella passata amministrazione Vaccari si era pensato di trasformarlo in Centro civico, sede di uffici facilmente accessibili alla popolazione; invece la Giunta Brambilla lo ha venduto investendo il ricavato nel Campus universitario di Borgo Ruga. Il Dal Piaz era stato messo all'asta e se lo è aggiudicato una società immobiliare di Trento. Per problemi catastali non si è potuto perfezionare la vendita: ora sono stati risolti dal Consiglio Comunale del 4 agosto 2008 riclassificando l'area. Si è in attesa che la delibera diventi esecutiva per regolarizzare la proprietà e partire con il cantiere se verrà ritenuto opportuno. PIAZZALE DELLA LANA In Piazza della Lana si può ancora vedere il magazzino, voluto in origine come officina per l'adiacente istituto Rizzarda. Si era pensato di adibire l'edificio a Biblioteca civica unificando le tre biblioteche feltrine di Palazzo Tomitano, Comunità Montana Feltrina e IULM. L'asta è andata al ribasso più volte e se l'è aggiudicata la stessa impresa Immobiliare che ha il Dal Piaz. La costruzione verrà abbattuta: in quest'area, compresa tra via Liberazione e Piazza della Lana, sorgeranno palazzine residenziali e direzionali. Ma la facciata del magazzino, firmata dal celebre architetto Alfarè, siccome è tutelata dalla Soprintendenza , dovrà essere riproposta nel corpo di fabbrica.EX CINEMA EXCELSIOR Scendendo sulla destra rispetto a Porta Imperiale, si imbocca via Valderoa dove fino alla fine degli anni '70 c'era uno dei 3 cinema della zona assieme all'Italia (ora Astra) e al Prealpi di Pedavena. L'ex Cinema Excelsior, gestito storicamente dalla famiglia De Biasi, dopo un pluridecennale stato di abbandono, è ora proprietà di un'impresa di Pergine Valsugana. Il progetto di costruzione di appartamenti e uffici è approvato, ma anche qui si aspetta. EX CANOSSIANE È abbandonato a sé stesso l'antico convento di via Nassa che ha ospitato le suore canossiane, ospedale all'epoca della guerra e per anni scuola per gli alunni dell'istituto canossiano ora trasferito in fianco alla stazione. Il fabbricato è proprietà privata con progetto approvato di ristrutturazione per ottenere appartamenti di pregio. L'ex palestrina dovrebbe venir trasformata in un garage multipiano, dato che non si può scavare nel cortile per il rischio di trovare reperti archeologici. Al momento non si vede nessun intervento. EX PATRONATO Molte generazioni di feltrini avevano come riferimento per il tempo libero il Patronato di Via Luzzo, gestito dai Padri Canossiani: era sede di cineforum, campi di calcio, pattinaggio invernale e ospitava anche uno studentato maschile. Con il trasferimento dei Padri canossiani al Sacro Cuore il Patronato è chiuso da anni e tutta l'area è in visibile degrado. La Curia attende che si sbrogli un intoppo a livello regionale per autorizzare la vendita. Se l'area fosse trasformata potrebbe trovar posto anche l'autorimessa per la Cittadella. EX MULINO DALLA FAVERA Uscendo dal centro della città, in direzione Farra, si incontra l'ex Mulino Dalla Favera, destinato ad un edificazione residenziale e direzionale, un recupero in stile archeologia industriale. Il progetto di ristrutturazione è approvato, non sussistono problemi a livello urbanistico - edilizio, solo si valuta la forte crisi del mercato e quindi anche qui lavori non partono per prudenza. A fianco di questo intervento era stata avanzata anche l'ipotesi di realizzare una pista ciclabile lungo il Colmeda: partendo dal ponte delle Tezze avrebbe dovuto costeggiare l'Ex Manifattura Piave e salire verso Pedavena riscoprendo le rogge che alimentavano le segherie di Sega Bassa a Pedavena, i mulini di Farra e i vari opifici tra i quali il Lanificio Pozzobon.Un progetto che, tempo fa, era stato anche caldeggiato direttamente dalla consulta Ascom cittadina. I feltrini adesso si trovano sospesi tra passato e futuro: sanno come potrebbe essere trasformata una data area e vedono ancora, pur in degrado. Le tracce non cancellate della memoria storica cittadina che saranno certamente da tutelare.