Amministratori, sportivi e studiosi dell'architettura razionalista, si riuniranno nel pomeriggio di oggi a Roma nei saloni dell'Associazione Culturale Fracassini per discutere sul futuro del complesso museale del Foro Italico. Dopo i fasti degli anni sessanta, il Foro Mussolini ha vissuto un lento ma inesorabile degrado dovuto alla scarsa attenzione degli enti preposti alla conservazione della più grande cittadella sportiva italiana. «E' necessario - sottolinea Massimo Bugli organizzatore del convegno - richiamare l'attenzione degli amministratori sportivi e politici sulla situazione in cui versano molte opere del foro italico». Tra queste meritano particolare attenzione le novanta statue dello stadio dei marmi, opere scolpite da grandi maestri italiani quali Canevari, Selva e Bellini, i famosi mosaici realizzati dalla scuola di Spilinbergo nel 1933 disegnati da artisti di fama come Rossi e Severini e la Casa delle Armi oggi tristemente nota come Aula Bunker, Da molto tempo si parla infatti dell'affidamento in gestione dell'area dal demanio al Coni ma fino ad oggi nessuno delle parti interessate ha preso in mano la situazione. «Per risolvere una questione annosa per l'intero territorio - sottolinea il presidente della commissione urbanistica della regione Luigi Celori, presenterò questa sera alla Pisana un ordine del giorno capace di mettere allo stesso tavolo il Coni, il Ministero delle Belle Arti e il Demanio dello Stato». Si tratta in sostanza di applicare quei progetti già accolti dal governo come la cessione al Coni dello Stadio Olimpico e la concessione trentennale del foro con l'eccezione della Casa delle Armi. «Per capire bene la situazione del complesso situato tra il Tevere e il rilievo Monte Mario - spiega Riccardo Andriani componente della giunta esecutiva del Coni - è giusto dividere la zona in tre tipologie: lo stadio Olimpico, il Foro e la Sala delle Armi. Lo stadio secondo le indicazioni dovrebbe passare di proprietà alla Coni Servizi SPA con le società di Roma e Lazio alla finestra. Il Foro Italico, dovrebbe invece passare al Coni in concessione per trenta anni con vincoli di destinazione sportiva. La grande partita si giocherà sulla cosiddetta Aula Bunker dove al momento convivono presidi del Ministero della Difesa e di quello di Grazia e Giustizia. Il nostro sogno - conclude Andriani - è di vederla destinata al Museo dello Sport, con uno spazio ludico destinato agli amanti della storia sportiva del nostro paese». Anche il sottosegretario ai Beni culturali con delega allo sport, Mario Pescante la pensa allo stesso modo. «Siamo tra i pochi Paesi al mondo che hanno una struttura di questo tipo - ha dichiarato. C'è una disponibilità di circa trenta milioni di euro per realizzare la struttura che potrebbe essere collegata poi con altre sedi espositive regionali, ognuna legata alla specialità del territorio. Una iniziativa necessaria, dal momento che oggi la storia dello sport è affidata soltanto alle foto ingiallite delle redazioni dei giornali».
Sos Foro Italico contro il degrado
Ieri sera si è tenuto a Roma un convegno su futuro del complesso museale del Foro Italico. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Culturale Fracassini e ha visto la partecipazione di amministratori, sportivi e studiosi dell'architettura razionalista. Il complesso, che ha vissuto un degrado dovuto alla scarsa attenzione degli enti preposti alla conservazione, merita di essere richiamato l'attenzione degli amministratori sportivi e politici. Tra le opere da salvare ci sono le novanta statue dello stadio dei marmi e i famosi mosaici realizzati dalla scuola di Spilinbergo.
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