La Soprintendenza: «Sono il male minore. Ci aiuteranno a finanziare i restauri in tutta l'area marciana» «I maxischermi sono previsti nella convenzione, ma per il momento non li abbiamo approvati». La Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici prova a gettare acqua sul fuoco e si affida ad un comunicato anonimo per cercare di limitare l'effetto prodotto dalla firma della convenzione con la società maltese Remedia International Ltd e la Ger-so, prestigiosa ditta italiana con sede in provincia di Bologna che hanno sottoscritto un accordo per il reperimento di sponsor e per il restauro di ben cinque edifici monumentali di Piazza San Marco (Zecca, Biblioteca Marciana, Palazzo Ex Reale con le Procuratie Nuove, Museo Correr con le facciate dell'Ala Napoleonica e dell'Ascensione) per un importo complessivo di oltre tre milioni e mezzo di euro. Così, se da un lato l'ente periferico del Ministero per i Beni culturali, diretto da Renata Codello, tenta di abbassare i toni, dall'altro non nasconde che l'eventualità della presenza di grandi schermi digitali possa essere anche un'opportunità da sfruttare per favorire interventi di conservazione del patrimonio culturale veneziano. «Va detto - sottolinea la Soprintendenza nella nota - che potrebbe essere anche il male minore in una situazione in cui le risorse sono carenti e con i monumenti che cadono a pezzi». Come dire, se proprio si renderà necessario, proprio per venire incontro alle necessità e per il reperimento di fondi da utilizzare nei restauri, si potrà approfittare anche dell'opportunità offerta dai maxischermi. «Siamo comunque nel campo delle ipotesi - aggiunge la Soprintendenza veneziana - Se si dovesse verificare il caso servirà un'approvazione specifica per non avere brutte sorprese». E sulla questione dei maxischermi interviene anche il presidente dell'associazione Piazza San Marco, Alberto Nardi che, nel giudicare come assolutamente positiva l'apertura dei cantieri di restauro nell'area marciana, non si dichiara contrario all'eventualità che i "digital screen" facciano capolino nel "salotto buono d'Europa". «Serve soprattutto buonsenso - sottolinea - Intanto giudichiamo favorevolmente il fatto che si stiano compiendo dei lavori di restauro. Se i maxischermi servono per finanziare ulteriori interventi, beh perchè dovremmo essere contrari? Faccio mia le perplessità annunciate dal critico d'arte Philippe Daverio alGazzettino: la speranza è che la pubblicità sulle impalcature non «allunghi» le operazioni di restauro per favorire questo o quell'inserzionista. E qui sta il compito delle istituzioni di controllare chi esegue i lavori». Per i commercianti di Piazza San Marco, insomma, nulla da ridire. «Basta che si agisca con discrezione e buonsenso, operando con equilibrio, - conclude Nardi - ma è comunque triste che lo Stato sia costretto a fare quest'opera di sponsorizzazione per tutelare il proprio patrimonio culturale».