Dirò subito che sono contrario al parcheggio del Pincio come a tutti i grandi parcheggi interrati nei centri storici. Perché attirano altro traffico rispetto a quello che c'è già e quindi aggravano gli ingorghi, riducono la velocità di bus, tram e taxi e aumentano l'inquinamento. Il Pincio è un'opera architettonica e urbanistica straordinaria e straordinariamente complessa nella quale non avrei messo le mani. Valadier la pensò come le Jardin du grand César dedicato a Napoleone I, esteso, nel progetto originario, fino alla riva del Tevere. Sta benissimo così com'è e non merita entrate, uscite, prese d'aria e scatoloni di cemento armato infilati nelle sue viscere. Dove "dormivano" (è il problema, ma pure la ricchezza inesausta di Roma) resti archeologici importanti. «Li salveremo riducendo le dimensioni del parcheggio», si assicura. Quindi non più 700 posti, ma quanti? 500, 400, 300? E con questi pochi posti si vorrebbero risolvere i problemi della sosta automobilistica dei residenti del Tridente? Già 700 posti-auto sono una miseria per i circa 10.000 residenti della zona. Il loro costo, quindi, sarà stratosferico: il grande parcheggio di Villa Borghese (uno dei più economici, mi risulta) fa pagare 270 euro al mese di abbonamento. Esso ha forse risolto il problema della sosta in tutta l'area di via Veneto? Non mi risulta proprio. Lo stesso discorso vale per il Parking Ludovisi di via Crispi. I servizi di "Repubblica" e del "Corriere" hanno utilmente documentato che in tutt'e due le strutture abbondano i posti vuoti. Il colossale (e devastante purtroppo) parcheggione del Granicolo non serve poi quasi a nessuno. Che fare allora? Ridurre il traffico veicolare privato nei centri storici allargando e non rattrappendo gli orari della ZTL, aumentare mini-bus elettrici e taxi, estendere i percorsi ciclabili (trovando il sistema, con scale mobili eo ascensori, di superare il dislivello fra Babuino e Porta Pinciana) e quelli pedonali. I grandi parcheggi interrati o i silos allora? Mai a ridosso delle Mura Aureliane. Quindi, dove sono possibili, collegati al centro con navette elettriche. Negli ultimi decenni Londra - che non ha quasi centro antico - ha creato appena 40 posti-auto nel suo cuore direzionale: per disabili. Chiedere a Renzo Piano e a Richard Rogers.