Anche la Procura della Repubblica si sta occupando del Pincio. Già nel luglio e poi nell'ottobre 2007, in due successivi esposti, Carlo Ripa di Meana, e il Presidente nazionale di Italia nostra, il magistrato Giovanni Lo Savio, facevano rilevare che «la realizzazione di quel parcheggio costituisce un uso non compatibile con il carattere storico-artistico del bene culturale qual'è di certo il complesso della Passeggiata del Pincio - monumentale ampio fondale della sottostante Piazza del Popolo - con il conclusivo Piazzale Napoleone I, integrando perciò un intervento vietato dall'articolo 20 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, sanzionato dal successivo art.170, e compromettendo la stessa identità fisica del bene tutelato». Giovanni Lo Savio ricordava inoltre come, per il Codice Urbani, in vigore dal 2004, sono oggetto di tutela(articolo 10) anche «le pubbliche piazze, vie, strade, ed altri spazi apertiurbani di interesse storico e artistico»: tutti definiti inedificabili, e, precisa Lo Savio, «non soltanto in elevazione ma pure per costruzione sotterranea: che anzi, con lo svuotamento delle fondazioni di appoggio - con la soppressione cioè dei sedimenti sotterranei sui quali è costituita la città - si produrrebbe l'alterazione fisica più radicale e irreversibile: una vera e propria distruzione dell'assetto storico di questi spazi pubblici». Gli esposti ipotizzano, nel caso della realizzazione del parcheggio dentro il colle del Pincio, un reato "sanzionabile con l'arresto"(Codice Urbani), mentre il Codice penale, all'art.635, lo punirebbe con la reclusione fino a tre anni, «come danneggiamento aggravato di un bene di interesse storico-artistico». Gli esposti sono stati affidati al sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, dottor P.G.Ferri. Al quale il 18 luglio scorso ha indirizzato una memoria supplementare l'avvocata Vanessa Ranieri, a supporto delle iniziative precedenti di Italia Nostra. L'avvocata, sottolineando lo statuto del luogo, «una Villa Storica, complesso monumentale, con vincolo architettonico monumentale e paesaggistico a tutela integrale», ha chiesto al Pm che «vengano immediatamente adottate le opportune misure cautelari e tutti i provvedimenti atti a inibire la prosecuzione dell'iter amministrativo e il conseguente aggravarsi di un grave e irreparabile danno». IlPmha chiuso la prima fase delle indagini,affidate alNucleodi tutela architettonica dei carabinieri, con funzioni di polizia giudiziaria, e si può ritenere che le indagini proseguiranno e, ove gli scavi archeologici in atto si trasformassero nell'inizio della costruzione del parcheggio, si potrebbe verosimilmente ipotizzare il sequestro dell'area.