NULLAOSTA Una cosa è certa: nessun nullaosta è stato mai dato dalle Soprintendenze coinvolte (La Regina nel 2004, Bottini nel 2005, al progetto c.d. definitivo del parcheggio dentro il Pincio. Il cantiere installato, dallo scorso novembre, sulla celebre terrazza, non può essere visitato dai rappresentanti dei media o dei comitati dei cittadini e delle associazioni che si sono mobilitate per prendere visione dei lavori in corso. E sono state secretate le sei cartelle scientifiche scrupolosamente compilate da chi, per la Soprintendenza archeologica di Roma, ha seguito gli scavi preliminari diretti ad accertare - e questo è molto importante sottolinearlo - se nella zona interessata dal progetto si trovassero reperti archeologici meritevoli di tutela. Si sono trovati: a cominciare dal criptoportico che insiste sul 30 dell'area destinata al parcheggio, e che probabilmente collegava una villa aristocratica localizzabile in prossimità della Casina Valadier ad una zona marginale del complesso. È questa, per ora, la scoperta principale, ed in base ad essa la "stazione appaltante"( Atac) e la società appaltatrice (S.a.c.) starebbero lavorando a una quasi radicale modifica del progetto: i sette piani della struttura di calcestruzzo, che dovrebbero essere costruiti nel grembo del Pincio, riempiendolo di auto e moto, si ridurrebbero a sei: "il solettone" del sesto piano sosterrebbe il criptoportico, lasciandolo in evidenza per le visite archeologiche. E le griglie di areazione per il mega parcheggio dove sarebbero situate? Verso il Muro Torto e a monte del belvedere. Sempre che, completando, come esigono le leggi di tutela, anche in quella zona gli scavi preliminari scavi archeologici, come recita correttamente il cartello esterno al cantiere - essi non diano ulteriori e belle sorprese. In questo caso da una parte sarebbe necessario chiedere l'apposizione del vincolo archeologico a tutto l'insieme venuto alla luce, e, dall'altra, sarebbe ben difficile insistere sul progetto: che, come ha osservato Massimiliano Fuksas, "non avrebbe mai dovuto essere nemmeno pensato". Se invece passasse l'ipotesi dell'area archeologica installata sul "solettone", si tratterebbe di un nuovoprogetto che presumibilmente dovrebbe ripercorrere per intero l'iter procedurale (d'altronde manchevole, a giudicare dai dubbi espressi dal sindaco Gianni Alemanno) compiuto dal progetto originario; a torto etichettato come "definitivo" nel documento emesso dalla Procedura V.I.A Regionale, e che reca un nome, quello dell' Ing. Massimo Trabocchini,- Direttore, se abbiamo bene inteso, della Direzione Tecnica Sosta e Traffico - che è anche il Direttore Tecnico dell'attuale cantiere sul Pincio. L'unica persona che può concedere i permessi di visita. Concludendo: se passasse l'ipotesi del "solettone", su quella nuova ipotesi andrebbero concessi -o rifiutati - i nulla osta delle Soprintendenze archeologiche, e del Direttore Generale del Ministero deiBeni e delle Attività culturali, Stefano De Caro.
ROMA - Pincio, sei piani anziché sette per il parking
La Soprintendenza archeologica di Roma ha seguito gli scavi preliminari sul Pincio e ha trovato reperti archeologici, tra cui un criptoportico che collegava una villa aristocratica. Questa scoperta ha portato a una modifica del progetto di costruzione del parcheggio, che prevede la riduzione dei sette piani di calcestruzzo a sei e la messa in evidenza del criptoportico. Le griglie di areazione per il parcheggio sono state spostate verso il Muro Torto e il belvedere. La Soprintendenza archeologica e il Direttore Generale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali devono concedere i nulla osta per la modifica del progetto.
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