«Un atteggiamento incoerente quello della Regione Lombardia di mettere all'asta un bene storico come la secolare funicolare di Lanzo e nel contempo elargire in un solo colpo un contributo di cinque milioni di euro per riqualificare gli impianti a fune per il trasporto pubblico». A sollevare i toni della protesta in questi giorni ci ha pensato il professor Adalberto Piazzoli, lanzese doc, docente di fisica nucleare all'Università di Pavia, presidente della commissione cultura a Lanzo e da molti anni a capo del comitato promotore della Valle d'Intelvi nato nel 1992 per sostenere istituzionalmente il recupero della struttura. «Abbiamo raccolto già cinquecento firme solo a Lanzoincalza Piazzoli- Il ritrovo è all'ufficio turistico di Piazza Novi, nei prossimi giorni faremo il giro dei comuni del comprensorio per cercare ulteriori adesioni alla petizione contro la vendita della funicolare che sarà portata direttamente all'attenzione di Roberto Formigoni, affinché venga sospesa l'asta pubblica e stralciato l'iter sulla vendita degli immobili di Lanzo. Il sogno che un giorno la funicolare possa riprendere la sua corsa seppur solo per fini turistici non è mai venuto meno. Nell'attesa si spera almeno che la Regione possa dare il via libera alla costituzione di un museo di archeologia industriale sul Belvedere di Lanzo. Siamo venuti a conoscenza della vendita solo quando il comune ha esposto all'albo pretorio il bando di gara che prevede una base d'asta di 420mila euro in totale per i due corpi immobiliari. A darci man forte contro il provvedimento del Pirellone - prosegue Piazzoli - numerose associazioni locali tra cui quella di Legambiente e l'Appacuvi, l'associazione per la protezione e la salvaguardia del patrimonio storico e artistico della Valle d'Intelvi». Sulla questione sono intervenuti anche i consiglieri regionali Edgardo Arosio, Gianluca Rinaldin e Luca Gaffuri, quest'ultimo aveva preso parte alle celebrazioni del centenario avvenuto lo scorso anno. I tre consiglieri comaschi pur appartenenti a schieramenti opposti presenteranno un'interrogazione all'assessore al Bilancio per conoscere come mai, nonostante sulla proprietà penda ancora un ricorso in Cassazione , la Regione abbia deciso di alienare un impianto che rappresenta un elemento importante per il turismo locale ed internazionale in quanto si colloca in un punto strategico come attrazione e snodo con la Svizzera. «Siamo sconcertati - conclude Piazzoli- La Regione ha assunto un atteggiamento di palese scorrettezza non solo verso chi in questi anni ha creduto e si è battuto per la riattivazione della funicolare ma soprattutto verso la popolazione della Valle d'Intelvi che insieme al comitato promotore ha in ogni modo cercato di tenere sempre accesa la speranza che le carrozze liberty potessero un giorno riprendere a funzionare. Ricordiamo a tutti che il nostro intervento fu provvidenziale. È solo grazie a noi se oggi la regione Lombardia è ritornata in possesso della proprietà, altrimenti destinata a diventare un complesso residenziale in mano alla speculazione immobiliare».