Spese cruciali e spese «da verificare». Il linguaggio è prudente per non urtare la suscettibilità di nessuno ma il documento firmato dal sindaco sulle scelte amministrative degli anni prossimi contiene messaggi chiari per far fronte alla crisi di bilancio. Nella premessa, Chiamparino illustra la sua proposta di città metropolitana. La chiama proprio «la mia proposta» per sottolineare la distanza con una parte del suo partito: intorno alla città metropolitana torinese «i residui» dellattuale Provincia di Torino potranno scegliere se accorparsi ad altre Provincie o trasformarsi in Comunità montane dipendenti direttamente dalla Regione. Il punto dolente dei prossimi anni, scrive il sindaco nei suoi appunti, sarà il bilancio. Quello del 2009 «dovrà essere approvato entro dicembre». Ci sono ancora «margini di miglioramento» e possibili risparmi evitando di spendere in rassegne fino a ieri «fondamentali» che passano da 100 mila a 5.000 spettatori (il riferimento è ai Punti verdi). È invece necessario risolvere alcuni nodi: «Trasferire lassistenza ai lungodengenti non autosufficienti dal Comune alla Regione» anche con lintervento delle fondazioni bancarie «in progetti di cogestione». Analogamente vanno trasferite alla Regione le scuole materne comunali. Infine è necessario «rinegoziare con il governo il patto sulla sicurezza». Confermata limportanza degli investimenti nel settore culturale: «lesperienza dimostra che è una ricetta che funziona». E dunque va «completato il sistema museale» con il Museo di Arte orientale, la ristrutturazione di quello dellAuto, la cessione di Ogr a Crt. Chiamparino intende anche usare le Fondazioni bancarie per «esternalizzare alcuni beni culturali». Le risorse «vanno concentrate» sullOstensione della Sindone e su Torino 2011. Per la Fiera del libro e il Salone del Gusto vanno «riviste le politiche di ticketing», espressione che forse prelude ad un aumento dei biglietti. Mentre è necessaria una «verifica sul funzionamento della società che gestisce gli impianti olimpici. Sul versante delle entrate si tratta di realizzare un pacchetto di interventi: scissione fra infrastrutture e gestione, controllo pubblico del 51 per cento per le reti mentre per la gestione è necessario «aprire il capitale a soggetti pubblici e privati con il mantenimento iniziale della quota del 51 per cento», e leventuale distinzione fra core business e attività collegate. Per le società di gestione non quotate, spiega il sindaco «il modello è quello di Sagat, mentre per quelle quotate il modello è quello di Iride, sul quale si sta ancora discutendo». Chiamparino propone la costituzione di una società di partecipazione che nasca dalla trasformazione dellattuale Finanziaria comunale e chiede tagli al numero delle circoscrizioni. Questi, scrive Chiamparino nelle sue conclusioni «sono i principali nodi strutturali da sciogliere e possono permettere che la seconda parte della legislatura mantenga le condizioni che hanno permesso a Torino di reggere ad un processo di trasformazione di grande intensità, di emergere e di presentarsi come una delle città che meglio ha saputo coniugare politiche di innovazione e sviluppo con quelle di coesione sociale e cittadinanza».