Cè unaltra idea che il sindaco Alemanno sta accarezzando per uscire dallimpasse "Pincio sì Pincio no" che sta dividendo la città. Lasciare la parola ai romani. Ossia: indire un referendum per capire da che parte sta il popolo, se gradisce la costruzione del grande parcheggio interrato, oppure preferisce che tutto resti comè. La soluzione più indolore per ricomporre una querelle che ha ormai travalicato i suoi confini naturali, precipitando al centro del dibattito politico nazionale: una consultazione che serva, insomma, da indicatore di direzione e in qualche modo "assolva" il sindaco di Roma dalla decisione che, prima o poi, dovrà assumere. Se cioè andare avanti con i lavori, evitando pesanti risarcimenti alla ditta appaltante e probabili addebiti della Corte dei Conti; o, al contrario, bloccare tutto per salvaguardare lambiente e i resti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Ieri intanto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo ha comunque cominciato a parlare di una concreta possibilità che il vecchio progetto del parcheggio sia rivisto e si trovi una soluzione «di equilibrio». «Se è comprovato che cè un danno emergente per un particolare reperto», ha detto, «una variante di questo progetto si può individuare. Se per questo si ritarda un po non succede niente». In sostanza il vicesindaco sembra favorevole allipotesi avanzata nella riunione di mercoledì tra sindaco, dirigenti Atac e membri della commissione di saggi, e cioè quella di rimpicciolire il parcheggio passando da 700 a 400 posti e di dirottare i lavori della ditta che ha vinto lappalto su nuovi scavi per le ricerche archeologiche ancora da effettuare, in modo da "pareggiare i conti" e evitare la penale. «Alemanno sta andando con i piedi di piombo», ha spiegato il vicesindaco, «perché è una cosa seria quanto importante per la città. Bisogna trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela delle centinaia di migliaia di reperti che ci sono a Roma e le esigenze della cittadinanza di vivere normalmente nella propria città». Londra, Parigi, Berlino, ha detto ancora il vicesindaco, «hanno una rete di trasporto su gomma e su ferro sotterraneo che sottrae tonnellate di emissioni dannose», mentre a Roma «non si è mai potuta fare una politica della metropolitana per ragioni di tutela archeologica. Non saremo Londra o Parigi però un minimo di trasporto non inquinante dobbiamo averlo. Non si può pensare di fare lisola pedonale al Tridente senza avere un parcheggio nelle vicinanze». Per lassessore alla Casa della Regione Mario Di Carlo «una parte consistente della politica delle mobilità nel centro storico» si è fondata sul parcheggio e metterlo in discussione vuol dire «perdere lopportunità di liberare larea del Tridente dal traffico». Non la pensa così il presidente della commissione bilancio del Comune Federico Guidi, che si chiede se davvero quei posti auto andranno ai residenti o non piuttosto «a qualche società che nel centro possiede una attività commerciale o alberghiera». I vantaggi per il Tridente sarebbero così annullati.
ROMA - Pincio sì o no, ora spunta il referendum
Il sindaco di Roma, Alemanno, sta considerando di indire un referendum per decidere se costruire il grande parcheggio interrato del Pincio. La soluzione sarebbe una consultazione che serva da indicatore di direzione e "assolva" il sindaco dalla decisione. Il vicesindaco Cutrufo ha cominciato a parlare di una concreta possibilità di rivisitare il progetto e trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela archeologica e quelle della cittadinanza. Il progetto prevede la costruzione di 700 posti di parcheggio, ma il vicesindaco suggerisce di ridurli a 400 e di dirottare i lavori per le ricerche archeologiche.
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