La procura della Corte dei conti ha citato in giudizio il sindaco Diego Cammarata e Giovanni Avanti, ex assessore comunale e oggi presidente della Provincia, contestando loro un danno erariale di tre milioni di euro per la distruzione di Villa Pignatelli da parte degli sfrattati di via Mozambico. I fatti risalgono al 2004. Dopo lo sgombero del palazzo dellIacp di via Mozambico, occupato abusivamente da settanta famiglie che vivevano lì da quattro anni, il sindaco - insieme con lallora assessore alla Protezione civile, Avanti - firmò un protocollo con la Curia per ospitare a Villa Pignatelli le famiglie degli sfrattati. A giugno dello scorso anno però la Curia, che nel corso del tempo ha contestato i danni «irreparabili» che stava ricevendo la villa «non idonea a ospitare famiglie con bambini», chiede che ledificio venga lasciato libero. Anche la Soprintendenza intima a Cammarata di trovare un altro alloggio ai senza casa. Così, nellestate del 2007, le famiglie, su ordine del sindaco, vengono trasferite in albergo. La Procura della Corte dei conti, dopo unindagine durata un anno con consulenze sui danni alla villa storica da parte dei carabinieri del nucleo di Tutela del patrimonio artistico e della stessa Soprintendenza, ha stimato in 900 mila euro il danno alla villa: maggiorato del 30 per cento come risarcimento per ciò che è andato irrimediabilmente perduto. In totale 1,3 milioni di euro, ai quali il procuratore Aloisio ha sommato altri 1,8 milioni come danno allimmagine della città, per gli articoli su Repubblica e il servizio televisivo di "Striscia la notizia" che documentava il pessimo stato di conservazione della villa del Settecento. La somma di 1,8 milioni come danno allimmagine è pari alla spesa varata nel 2006 da Cammarata per la campagna pubblicitaria "Palermo cool". Al sindaco complessivamente è stato chiesto di risarcire personalmente il 60 per cento della somma, 1,9 milioni di euro (824 mila euro alla Regione e oltre un milione al Comune stesso). Mentre ad Avanti la Procura della Corte dei conti ha chiesto un risarcimento di 1,2 milioni di euro. Ludienza davanti ai giudici contabili è fissata per il 9 gennaio.