Pompei. Un colloquio per chiarire le rispettive posizioni in fatto di gestione degli Scavi, poi le prime aperture a possibili spunti di lavoro comune. Così, il commissario straordinario Renato Profili annuncia il ritiro del bando di gara per il reclutamento di sette guardie giurate; mentre il sovrintendente Pietro Giovanni Guzzo conferma la volontà di collaborare con il prefetto Profili «per il bene della città sepolta». Guzzo e Profili, con l'incontro di ieri, hanno voluto smentire le voci di dissapori che, nei giorni scorsi, avevano accennato a una crisi nei rapporti legata alle rispettive competenze. «Si è trattato di un equivoco che non ha ragione di essere», hanno precisato il prefetto e il sovrintendente. «I primi quaranta giorni da commissario sono stati tremendi - dice Profili - i problemi affrontati e risolti sono stati molteplici. Tra tutti, il più difficile, è stato lo sgombero del ristorante all'interno del sito che, nonostante fosse in atto un'ordinanza di sfratto, il titolare continuava ad esercitare». Ma i privati sono interessati ad investire sull'affaire Pompei? Il soprintendente sbaraglia tutti affermando che «con il caos che regna qui, quale sponsor verrebbe a investire! A Pompei gli interessi in gioco sono tanti, un osso appetibile da spolpare, dove nessun privato, di buon senso, investirebbe». Una tregua sembra giungere anche nelle relazioni con i sindacati: rinviato, infatti, il vertice con i sindacati convocato per oggi pomeriggio. L'incontro è stato aggiornato a mercoledì prossimo. «Abbiamo individuato ventidue unità interne alla sovrintendenza - precisa Profili - ed entro il dieci settembre apriremo tutte le Domus come avevamo annunciato. Ecco perché l'incontro con i sindacati è stato opportunamente rinviato». Ad oggi, tra le diciannove case «chiuse» sono state riaperte al pubblico sette: la Villa di Diomede, le casa del Chirurgo e di Apollo; la domus di Meleagro, la zona regio ottava domus 2 e 16, la casa del giardino di Ercole, (o del Profumiere) e del Larario di Achille. Plauso dei sindacati anche per il ritiro del bando per la vigilanza privata. Cgil, Uil, Flp e Confsal avevano inviato una nota a Renato Profili nella quale sostenevano «che non si sarebbero sedute al tavolo di trattative fissato per oggi se prima non veniva ritirato il bando per l'affidamento della vigilanza ai privati. La risposta - dicono i sindacati non si è fatta attendere». Il coordinatore nazionale della Cisl Claudio Calcara fa sapere che «anche su mia proposta il commissario straordinario ha garantito la sospensione della gara d'appalto per la vigilanza privata». Learco Nencetti della Confsal-Unsa, invece, punta il dito contro «l'immobilismo degli addetti alla sorveglianza»: «Il commissario delegato - dice Nencetti - dovrebbe adottare tutti quei provvedimenti necessari e finalizzati alla migliore razionalizzazione dell'impiego del personale della pubblica amministrazione in servizio nel sito archeologico: ispezione all'appello, verifica dell'assegnazione di vigilanza e custodia e gestione aziendale dei custodi. È l'ora di finirla che i custodi a Pompei facciano di tutto fuorché i custodi. All'appello mancano oltre 30 custodi - afferma Nencetti - che seppur pagati per quell'incarico, poi i custodi non li vogliono (o possono) fare, perché si sentono "protetti" da qualcuno che a loro ha detto "dirigi, dirigi, fai il manager"».