ROMA - Parking sotterraneo del Pincio: in attesa di una decisione definitiva, che sarà presa entro il 9 settembre, dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi e dal sindaco Gianni Alemanno, il dibattito nella Capitale prosegue accesissimo. Il «fronte del no» non vuol esser tacciato di conservatorismo, e boccia il garage nel colle del Valadier con posti auto da vendere a residenti e commercianti. I favorevoli, di contro, non vogliono passare per «barbari»: condizione al prosieguo dellopera, dicono, è la salvaguardia dellinsieme e dei reperti archeologici. Personaggio che vai, opinione che trovi. Lo sceneggiatore e regista Enrico Vanzina immagina così, con una battuta, il futuro del parking: «Chissà, forse nel 3.000 dopo Cristo qualcuno ne troverà i reperti e dirà: "Oddio, e ora? Li conserviamo o no?. Lui è favorevole: «Non si può bloccare la modernizzazione di questa città». Contrario invece Renato Nicolini, architetto, ex assessore alla Cultura- giunta Argan -inventore nel 1977 dellEstate Romana: «Uno come Haussmann, a Parigi artefice di celebri sventramenti, a domanda rispose che a Roma avrebbe voluto fare il soprintendente alle antichità. In passato abbiamo perso scenari straordinari, ora andiamoci cauti. Sento di appartenere alla vecchia scuola per cui la produzione di parcheggi genera traffico. Il cantiere lho visto, impressiona. E le descrizioni dimpatto minimalista arrivano da fonti interessate. Discutiamo senza toni apocalittici, ma io spero in uno stop». E del fatto che un parcheggio attiri il traffico è convinto anche Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza, da sempre contro il maxi-garage. Non un sì netto - «ma non vedo scandali» - quello di Sandro Curzi, giornalista, membro del cda Rai: «Mi stupisce chi interviene nel dibattito senza conoscere i dati. Cè una commissione al lavoro, le persone serie devono fidarsi dei tecnici. Da romano che ama il Pincio aggiungo però che i vantaggi liberando la zona dalle auto ci sono». Contraria Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, poco distante dal cantiere: «Il Pincio è un complesso monumentale importante, sarebbe come fare un silos nel Colosseo. E lirrefrenabile esigenza del parking non è motivata. Ce nè uno poco lontano e spesso vuoto». Stessa posizione per la grande sceneggiatrice Suso Cecchi dAmico, presidente degli «Amici di Villa Borghese»: «Grave, imperdonabile, larea e già indebolita, alberi e fontane versano in uno stato di vergognoso degrado. Un ulteriore assalto a un corpo malato per linteresse di pochi». A favore Anna Fendi, della storica griffe: «A Parigi sotto Place Vendóme un parking cè e nessuno ha gridato allo scandalo». Per il sì anche lo storico Vittorio Vidotto: «Sbagliata lidea dellintangibilità. Ma decisivo sarà il modo in cui sarà fatto e gestito. Si preferiscono le auto in via del Babuino o sulle rampe oggi taboga per auto?». Via libera infine da Sandra Monteleoni, giornalista, madre di Matteo Montezemolo: «Il Comune sostenga chi vuole andare in centro e parcheggiare».