Pozzuoli Rischia di chiudere per mancanza dì personale il parco archeologico di Cuma, una delle perle turistiche flegree. A mettere in discussione le visite al sito è la decisione con cui la Ales Spa (società mista formata al 70 da Italia Lavoro e al 30 dal ministero per i Beni e le attività culturali, da cui dipendono gli addetti che in veste di giardinieri, manutentori, custodi e vigilanti garantiscono il funzionamento del parco) ha deciso di chiedere la messa in mobilità di tutti i suoi lavoratori: 430, di cui 250 in Campania e 180 nel Lazio. Nei fatti ciò potrebbe significare la messa in liquidazione della società. Questo il rischio paventato dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che sono in assemblea permanente. Per ora, dalla dirigenza dellaAles non sono giunte repliche ufficiali. «Da anni denunciamo gli sprechi di una gestione non oculata - afferma Vincenzo Ferone della Fisascat-Cisl - ma sappiamo comunque che i contratti dei lavoratori risultano coperti finanziariamente fino a tutto il 2009». «E' una decisione che non capiamo - incalza Peppe Pinto della Uiltucs-Uil - perché è paradossale mandare a casa lavoratori di un settore trainante. Ci chiediamo quale manovra si nasconda sotto tale "inciucio", e invitiamo il ministro Bondi a inviare i suoi ispettori alle sedi di Ales e Italia Lavoro». Enorme il danno che luscita dei lavoratori produrrà sul funzionamento dei siti culturali campani. Oltre a Cuma dove dei 36 addetti, 35 sono dipendenti Ales e uno soltanto, il custode, dipende dal ministero - altri e tutti di grande interesse sono i siti che saranno penalizzati. Si va dal museo archeologico di Napoli (35 addetti), alla Biblioteca nazionale (30 unità); da Paestum (13) alla Reggia di Caserta (15). E poi Castel SantElmo, Capodimonte, San Martino, Villa Pignatelli solo per citare alcuni dei siti che occupano personale Ales.
CAMPANIA - Da Cuma a Capodimonte 430 posti a rischio
Il parco archeologico di Cuma, una delle attrazioni turistiche della Flegrea, rischia di chiudere per mancanza di personale. La società Ales Spa, che gestisce il sito, ha deciso di mobilitare tutti i suoi 430 lavoratori, tra cui 250 in Campania e 180 nel Lazio. Ciò potrebbe significare la liquidazione della società. I rappresentanti sindacali hanno denunciato gli sprechi della gestione e hanno chiesto spiegazioni al ministro per i Beni e le attività culturali. L'uscita dei lavoratori potrebbe causare danni significativi ai siti culturali campani, tra cui il museo archeologico di Napoli, la Biblioteca nazionale e altri siti come Paestum, Castel SantElmo e la Reggia di Caserta.
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