VENEZIA - La vede male. E non poteva essere altrimenti dopo che tutti i ministri a cui si è rivolto, prima hanno sposato la causa di Venezia, poi al momento di impegnarsi per garantire alla città lagunare e alla sua salvaguardia dei fondi, nessuno si è spinto a promettere niente. Sandro Bondi (Beni culturali) con cui ha parlato laltro giorno alla Mostra del Cinema, Stefania Prestigiacomo (Ambiente), anche il ministro dellEconomia Giulio Tremonti ha ricevuto la telefonata di Massimo Cacciari, ma la risposta - anzi la non risposta - alla fine è sempre stata la stessa. «Ho parlato con una miriade di ministri ma nessuna promessa di finanziamenti», dice il sindaco. Ha chiesto anche di poter introdurre la tassa di scopo così va dicendo da tempo, soprattutto da quando il governo ha abolito lIci della prima casa («Sarebbe stato meglio diminuire 1Irpef», dice) ma il responsabile dellEconomia ha glissato. «Sulla legge speciale non cè nessuna novità (rimangono - forse - i 5 milioni di euro previsti dalla scorsa Finanziaria con cui Ca Farsetti fa ben poco, ndr). Bisognerà fare un rimescolamento di fondi complessivi in sede di Comitatone: in questa situazione chi può ancora far partire qualche lavoro è il magistrato alle Acque, noi siamo allasciutto», dice il sindaco che fa previsione funeree anche per il futuro del Mose. «Se andiamo avanti di questo passo non sarà pronto per il 2012 come previsto, non ci sono i soldi nemmeno per la grande opera - aggiunge - Si profila un ritardo che non mi rende lieto: non ho mai nascosto la mia contrarietà alle dighe mobili, ma visto che hanno deciso di farlo, allora che lo finiscano presto».