Ordinario di Archeologia Classica allUniversità di Padova, direttore del Dipartimento di Archeologia e del Dottorato in Studio e Conservazione dei Beni Archeologici ed Architettonici, la professoressa padovana Francesca Ghedini è stata da poco nominata consigliere per lArcheologia dei Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Una nomina importante che non coglie di sorpresa chi conosce la sua professionalità, la cultura, la straordinaria capacità didattica che ne ha fatto uno dei professori più stimati del nostro Ateneo. Questo incarico le permetterà di aiutare il ministro nella programmazione delle linee politiche per lo sviluppo dellarcheologia in Italia ha, soprattutto alla luce delle continue critiche che vengono mosse alle varie Soprintendenze che spesso sono costrette a bloccare i lavori per la costruzione di garages, case, palazzi, nel momento in cui dal terreno affiorano reperti antichi. «Larcheologia non deve essere un nemico per la società ma unopportunità per lo sviluppo culturale e turistico dellItalia - ha spiegato alla vigilia della partenza per Roma - deve convivere con le esigenze della città e del territorio e diventare motore, grazie allindotto che essa può muovere, per un più ampio sviluppo economico. Portata a compimento lannosa vicenda dellarcheologia preventiva (la legge è del 2005 e solo ora sembra finalmente vedere la luce il regolamento), la sfida sarà quella di fare una programmazione organica sul territorio». Ecco dunque al via la progettazione dei parchi e delle aree archeologiche aperti al grande pubblico; prima però se ne dovrà fare il censimento nazionale, in vista di un grande piano di interventi che possa dare al turista la possibilità di comprendere in pieno quello che sta visitando, in pratica di sapere "dove sta mettendo i piedi". «Bisogna dotarsi di strumenti di comunicazione, utilizzando anche le più moderne tecnologie per fornire meglio la zona archeologica o il bene che si sta visitando - ha continuato- Per questo si deve anche programmare una gestione che sia al contempo culturale ed economica, cioè avvalersi dei tecnici (che programmino gli interventi di tutela e valorizzazione) e dei manager (che siano in grado di curare gli aspetti gestionali e promozionali). Il problema in Italia è che non siamo capaci di rendere appetibili le tante bellezze di cui siamo ricchi». La prima mossa consisterà nel mappare gli interventi campione in tutta la penisola; saranno i siti di Aquileia e Villa Adriana i primi di cui Francesca Ghedini si occuperà: «Limprenditorialità privata sotto la direttiva dei tecnici del Ministero e dellUniversità riuscirà a far fare il salto di qualità al problema dellarcheologia in Italia».