Arriva sul tavolo del ministro dei Beni e delle Attività culturali, Sandro Bondi, la richiesta del Gruppo cittadini per la difesa di San Giorgio di non costruire un wine bar, cioè una sorta di bar-osteria, nella torretta austrica di lungadige San Giorgio con magazzino e servizi igienici da ricavare scavando sotto il campo Bovi, gestito dalla polisportiva Csi-Asci. Del progetto, come della raccolta di firme contro l'iniziativa da presentare al Comune, si parlerà domani, alle 21, nel chiostro della chiesa di San Giorgio in Braida, in un'assemblea pubblica indetta dal Gruppo cittadini per la difesa di San Giorgio, dal Comitato per la tutela della Valdonega e delle Torricelle, da Italia Nostra e Wwf. Il Gruppo e il Comitato e gli altri organizzatori, di cui fanno parte fra gli altri l'ex assessore comunale Antonio Pizzoli, l'ex consigliere Gianfranco Carletti, e poi Stefano Modena ed Enrico Galante, hanno posto all'ordine del giorno dell'assemblea la valutazione di impatto ambientale del progetto della mescita di alcolici, ma anche le osservazioni sul programma di costruire il parcheggio interrato a Porta San Giorgio, da 500 posti auto. Il progetto del bar (che sorgerebbe nel luogo del rogo in cui nel 1981perse la vita un diciottenne torinese) è stato presentato dalla srl «Belli e freschi» di cui fa parte l'ex assessore comunale socialista Loris Cristiano. La srl ha vinto la gara d'appalto per assegnare la gestione indetto dal Genio civile, visto che la proprietà della torretta è del Demanio. La Soprintendenza per i beni architettonici ha già dato il nulla osta. «Una mescita di alcolici in quella zona, di valore architettonico, vicino a una chiesa e a un centro sportivo, è devastante», dicono gli organizzatori, chiedendo a Bondi di intervenire e prevedendo già un ricorso alla Sopritendenza regionale, «e invitiamo gli amministratori a fare marcia indietro e a riqualificare l'area con spazi per famiglie, anziani e ragazzi».