Caro direttore, una rete di archivi, per valorizzare sempre più il patrimonio culturale, leredità del nostro passato e renderla accessibile a tutti i cittadini. E nello stesso tempo, unoccasione straordinaria per valorizzare gli spazi di Milano. Aprire gli archivi e rendere la conservazione della memoria storica della nostra Città un patrimonio «mondiale» è, infatti, unopera che ci vede attivamente impegnati, continuando nella valorizzazione del nostro patrimonio. E proseguendo nella localizzazione dei fondi coerentemente con il livello degli autori. Ricordiamo, infatti, che le biblioteche e i musei milanesi ospitano già fondi archivistico-letterati di scrittori e importanti personalità dei mondo della cultura milanese e non. Sono raccolte di testi letterari, carteggi, documenti personali, ricordi, ritagli di giornali, fascicoli di riviste, materiale iconografico culturalmente rilevante, ma anche denso di fascino e suggestione. La Biblioteca Sormani conta una quindicina di archivi, tra i quali il fondo Montale e il fondo Vigorelli (acquistato nel 2oo6). La Biblioteca Trivulziana e lArchivio Storico Civico del Castello Sforzesco conservano numerosi fondi privati di famiglie milanesi, tra cui il fondo Trivulzio-Belgiojoso che permise la costituzione della Trivulziana stessa. Dalla primavera del 2000 la Trivulziana ha anche cominciato unopera di concentrazione dei principali fondi archivistici di Carlo Emilio Gadda. Non vanno dimenticati i ricchissimi fondi delle biblioteche universitarie milanesi, dalla Biblioteca Ambrosiana alla Braidense - ed anche la costituenda Beic sta raccogliendo (e ha già acquisito) archivi di personaggi celebri per la letteratura e la fotogra- fia del 900, come Giuseppe Pontiggia e Paolo Monti. Milano oggi prosegue questopera di valorizzazione, continuando a procedere con lacquisizione di fondi e individuando gli spazi più adatti per accoglierli. Stiamo valutando, infatti, la possibilità del Piccolo di accogliere lopera di Dario Fo, così come la Biblioteca dellArte per Munari. Analogamente lavoriamo a luoghi significativi per Dino Buzzati e Ada Merini, come anche ai fondi che raccolgono lopera e la testimonianza di Gio Ponti e Giorgio Strehler. La scelta di luoghi nuovi e di valorizzazione di quelli esistenti è ben rappresentata dal fondo Stendhaliano, il cui archivio letterario è gestito dalla Biblioteca Sormani. Con lo stesso spirito il restauro in corso della storica sede del Piccolo di via Rovello costituisce unoccasione straordinaria per valorizzare lopera e il luogo di lavoro di Strehler. Per larchivio di Buzzati, poi, cè una intensa e preziosa collaborazione con la vedova che potrebbe ulteriormente, svilupparsi proprio grazie al contributo della Fondazione Corriere della Sera. Milano presenta dunque un ampio panorama di istituzioni e spazi dedicati ad archivi, ma oggi noi abbiamo la possibilità di fare un salto di qualità. Tra un anno esatto, infatti, ci attende il grande appuntamento del Congresso mondiale dei Bibliotecari: alla fine di agosto 2009 Milano ospiterà 5mila Direttori di Biblioteche di 140 Paesi. A loro vogliamo offrire una grande banca dati a servizio del pubblico, naturalmente nel totale rispetto della volontà dei donatori, sfruttando i vantaggi della digitalizzazione, che permette di mettere in rete istituzioni culturali, archivi e fondi. In questo senso trovo profondamente giusta lintuizione di Piergaetano Marchetti, che ha ricordato il valore dellinnovazione tecnologica per valorizzare la missione di biblioteche e archivi. Limpegno del Comune di Milano si svolge così su un doppio registro. Da un lato valorizzare gli spazi della Città per ospitare in modo adatto lopera dei grandi autori legati a Milano. Dallaltro lato promuovere un grande archivio virtuale, che potrà rendere fruibile il patrimonio che lAmministrazione sta raccogliendo, anche attraverso progetti come la realizzazione di un Centro di Alti Studi sulle Arti Visive (C.A.S.V.A) allinterno della «Città delle Culture», nellarea recuperata dellEx Ansaldo a Porta Genova. Apriamo le «porte» e la «stanze» dei nostri archivi: così potremo veramente suscitare nelle persone e soprattutto nei giovani la passione per la cultura e per la storia. Sindaco di Milano