Ancora una settimana per la decisione definitiva sulla sorte del parking del Pincio, dopo che la commissione di saggi voluta da Alemanno ha dato pareri diversi, daccordo solo su un punto, e cioè che ci sono comunque problemi a realizzarlo. Tanto che nella commissione cè chi ha avanzato lipotesi di ridurlo in modo drastico. Ieri il ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi è stato a lungo al telefono col sindaco e ha sentito di nuovo il sovrintendente Bottini che ha ripetuto che il parking si può fare. Per il presidente della Regione Marrazzo si deve andare avanti: «Ho letto le indicazioni dei saggi, le prendo per buone». Sono stati tre infatti i pareri a favore, quelli del presidente dellordine degli architetti Francesco Rossi, del presidente dellordine degli ingegneri Amedeo Schiattarella e dellarcheologo Adriano La Regina. Due i contrari: lo storico dellarchitettura Giorgio Muratore e larcheologa Marina Mattei, dei Musei Capitolini. «Si è trattato di un parere di studio», spiega la dottoressa Mattei, «non possiamo sovrapporci alle autorizzazioni delle soprintendenze, e ci rimettiamo alle decisioni politiche e amministrative». Detto questo, a quanto riferisce la Mattei lo scontro cè stato, soprattutto con i dirigenti dellAtac: «Io parlavo del criptoportico e mi dicevano: ma via, che criptoportico! Lo stesso quando riferivo della presenza di un impianto termale ancora da investigare». Di una cosa la dottoressa Mattei è ben sicura: i lavori di scavo vanno continuati. «Se non si trovano reperti in alcuni punti è perché quella zona è stata spogliata, ma nella parte non scavata può esserci di tutto. Il colle è abitato dalletà arcaica. Qui cerano gli Orti di Lucullo. Qui è morta Messalina. Nel destino dei luoghi cè una memoria, che è quella a cui attinse Valadier, che aveva studiato a lungo la tradizione romana. Bisogna capire che un bene culturale non è tale solo per le presenze archeologiche ma per la stratificazione della memoria, e il Pincio per questo è luogo da tutelare». Nella commissione, proprio per le molte perplessità suscitate dal progetto anche in chi è favorevole al parcheggio, si è fatta strada anche unipotesi, quella di cambiare il progetto riducendo i posti auto previsti da 700 a 400. In questo modo si salverebbe larea dove si trovano i reperti archeologici. La parte restante dellappalto, poi, dovrebbe servire per aprire un nuovo cantiere, accanto a quello del parking, per continuare i sondaggi e le ricerche archeologiche nella zona che va verso il Muro Torto. Questo eviterebbe, tra laltro, anche la bruttura delle prese daria in mezzo alla terrazza del Pincio. Il Comune perderebbe una parte degli introiti che avrebbe avuto col parcheggio, ma contribuirebbe a riportare alla luce i misteri sepolti sotto il colle sacro.