Monsieur Mitterrand vuole «spalancare le porte di Villa Medici sul Mediterraneo». Un progetto ambizioso: più "artisti residenti", «almeno altri quattro rispetto ai 18 attuali», e «due grandi mostre lanno, una di arte contemporanea e una di storia dellarte, cui affiancare esposizioni più piccole sulle opere degli italiani che nel passato lavorarono a Cracovia, a San Pietroburgo, in Tailandia: sono tanti e bravissimi, ma spesso quasi sconosciuti». Un "piano editoriale" che il nuovo direttore dellAccademia di Francia, 61 anni, scrittore, regista, autore televisivo e documentarista, nonché nipote dellultimo grande presidente socialista della repubblica transalpina, spiega con la semplicità di chi è abituato a trasformare i sogni, che siano di carta o di celluloide, in realtà. «Roma è il cuore del Mediterraneo ed è qui che vorrei aprire il mondo della cultura anche, ad esempio, a un giovane studente cambogiano che fa ricerca sui templi di Angkor. Vorrei che restasse un anno da noi per studiare la storia dellarte italiana», dice Frédéric Mitterrand, giacca blu e Lacoste rossa, arrivato allalba di appena due giorni fa nella sfarzosa dimora medicea sul Pincio che i francesi non chiamano né villa né accademia, semplicemente maison. Di solito, però, i pensionnaires dellAccademia sono francesi o francofoni: la Cambogia che centra con il Mediterraneo? «Il Mediterraneo è un luogo metafisico più che un limite geografico. E poi i greci e i romani sono ovunque, persino a Tunisi». Anche la Gallia è stata romana, tranne un piccolo villaggio dei fumetti che ha resistito a Cesare. Unenclave, come Villa Medici dentro Roma. Lei si sente un po Asterix? «No, non voglio recitare quella parte perché incarna il lato piccolo, misero, un po furbetto, dei francesi. Preferisco essere allora Tintin, che peraltro era belga», dice in un italiano già buono «perché lho imparato dai film di Fellini, Visconti e Pasolini: ho avuto degli ottimi maestri». Ora lei si ritrova pronte le prossime esposizioni: quella di fotografia del nostro Delogu e della vostra Veronique Ellena; poi la retrospettiva su Granet. Quali saranno le sue proposte? «Quelle che ho ereditato da Peduzzi sono ottime. Ma nomi per adesso non voglio farne, neanche per le iniziative di cinema o letteratura. È presto per parlare e non vorrei dire sciocchezze». Cosa è per lei "cultura"? «È lo sguardo. E se penso alle foto dellinglese Nan Goldin mi accorgo che quegli scatti appartengono al mondo». E cosa farà per la villa? «Voglio aprire le stanze del cardinal Ferdinando a un pubblico educato, non alle orde, facendo della villa un museo di se stessa. Visite guidate attraverso lipod. Ho bisogno di un anno di tempo per queste iniziative». La manutenzione della villa costa buona parte dei 7.7 milioni del vostro budget annuale. Bastano 938mila euro per le vostre attività culturali? «La villa è la madre di Dracula, ci succhia alla giugulare. Ma è un capolavoro, ed è giusto che ci prendiamo cura di lei. Cercherò soldi allesterno, facendomi aiutare dagli sponsor». Venti anni fa lei a Villa Medici ha realizzato una trasmissione in diretta. Farà ancora tv? «Sì, penso a un talk-show durante il quale dialogare con le persone che vivono a Roma ma anche con quanti passano, e sono tanti, in questa città meravigliosa. Talmente bella che, come dimostra Fellini in Roma, si rischia di rimanere divorati dalla sua bellezza».
ROMA - Il manifesto di Mitterrand
Frédéric Mitterrand, nuovo direttore dellAccademia di Francia, ha presentato un piano editoriale per Villa Medici, che include l'apertura del complesso alle artiste residenti e la realizzazione di due grandi mostre, una di arte contemporanea e una di storia dellarte. Il piano prevede anche esposizioni di artisti italiani che hanno lavorato all'estero. Mitterrand vuole trasformare Villa Medici in un museo di se stessa, con visite guidate attraverso le stanze del cardinal Ferdinando. Ha bisogno di un anno di tempo per realizzare le iniziative e cerca di ottenere fondi dalle sponsorizzazioni.
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