Guy de Maupassant nel 1885 scrisse: «Se qualcuno dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse cosa bisogna vedere, risponderei senza esitazione: Taormina». Nel suo viaggio nella terra dove avrebbe trovato «la chiave di tutto», Goethe si emozionò alla vista del Teatro antico, annotando «forse mai il pubblico di un teatro ha avuto innanzi a sé uno spettacolo simile». La lista di quanti, tra artisti, poeti, musicisti, vollero vedere con i propri occhi queste magnificenze è infinita, quanto la fama della cittadina siciliana nel mondo. Una pubblicazione edita nella New York del 1904, indicava i nomi degli alberghi più importanti. Tra questi il più antico, il Timeo, il San Domenico e il Metropole. Proprio questo ultimo, adiacente alla torre dellorologio, dopo quasi quaranta anni di oblio e decadenza, verrà recuperato. Il settecentesco palazzo di corso Umberto, a pochi passi dal sempre suggestivo Wunderbar, fu la dimora dellarcheologo Biagio de Spuches che, elettolo anche a sede della sua collezione privata, lo corredò anche di alcune colonne provenienti dal Teatro Greco e che sono ancora oggi visibili sia nei due portali di corso Umberto che allinterno, e che ne determinarono il primo vincolo da parte della Soprintendenza nel 1911. Per lasciti ereditari giunse in possesso della famiglia Platamone Paladini e nel 1876 fece parte della dote di Giacinta Paladini. Subito dopo, se ne conosce una sua destinazione come locanda "Bellevue". Una delle tante dimore destinate a ospitare, più che alloggiare, i visitatori che giungevano da tutto il mondo. Lalba del secolo breve lo vide trasformato in hotel Metropole, del quale mantenne il nome fino al 1971, anno nel quale le luci si spensero. Fino a tutta la prima metà del Novecento fu uno degli alberghi di maggior fascino che, come accadeva anche ad altre strutture eleganti e vagamente snob, chiudeva nel mese di agosto. Poi, il lento declino fino alla chiusura. "Il nostro progetto - spiega larchitetto Giuseppe Corvaia della società Metropol, attuale proprietaria dello stabile - è, oltre a realizzare una struttura alberghiera di gran fascino, anche quello di restituire alla città un pezzo della sua storia. Le vicende legate a problemi di gestione della proprietà tra più eredi, hanno causato decenni di abbandono che hanno portato al degrado del palazzo. La ristrutturazione, realizzata in perfetta sintonia con la soprintendenza, contribuirà alla sua completa riqualificazione». Il nuovo Metropole, la cui apertura è prevista per il 2010, sarà un albergo a cinque stelle lusso, gestito dalla catena "hotel philosophy", che in tutto il mondo amministra hotel design. Le 25 suite, tutte con vista mare, saranno diverse tra loro, nelle strutture e negli arredi. Un maggiordomo sarà a disposizione di ogni ospite per lintero soggiorno. A rendere particolare la struttura contribuiranno anche un hammam, la piscina a strapiombo sul mare e una biblioteca con i libri siciliani più importanti. «Allesterno - prosegue larchitetto Corvaia - lhotel apparirà esattamente come un palazzo dellOttocento. Abbiamo studiato con la soprintendenza un intonaco in malta naturale, con un colore terra di Siena che mette in evidenza gli elementi decorativi in pietra. Linterno offrirà ai clienti la sensazione di essere ospitati nel palazzo di una nobile famiglia. Verranno salvaguardati gli alti soffitti; alle colonne provenienti dal Teatro si darà una giusta valorizzazione, così come al roof-garden in ghisa che sarà recuperato agli antichi splendori di quando il Kaiser Guglielmo II vi si recava a prendere il te, come è testimoniato dalle lettere alla figlia». E come ogni palazzo antico che si rispetti, anche questo ha la sua brava curiosità, in bilico tra storia e leggenda ed è legata a un anello doro trovato nel primo Settecento nella chiesa di San Pancrazio, dove pare fosse un tempo situato il tempio di Giove Serapide. Liscrizione in esso contenuta ne attribuirebbe la proprietà al sacerdote che sovrintendeva ai riti del tempio. Finito nella collezione dellarcheologo De Spuches, antico proprietario del palazzo, se ne persero le tracce. La leggenda popolare lo vuole sepolto nel pavimento.
SICILIA TAORMINA - Il vecchio Metropole ritorna a splendere
Guy de Maupassant nel 1885 scrisse che Taormina è il luogo da visitare in Sicilia. Il Teatro antico di Taormina è stato ammirato da artisti e poeti. La città ha una lunga storia di fama nel mondo. Il palazzo di corso Umberto, adiacente alla torre dellorologio, è stato recuperato dopo quaranta anni di oblio. Il palazzo fu la dimora dellarcheologo Biagio de Spuches e fu utilizzato come locanda "Bellevue". Nel 1904, una pubblicazione indicava i nomi degli alberghi più importanti di Taormina, tra cui il Timeo, il San Domenico e il Metropole.
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