POMPEI - «Non è certo un evento che noi ci si incontri. Siamo qui per lavorare, sono onorato di poterlo fare con il prefetto Profili». A mezzogiorno il soprintendente archeologico di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, spegne il fuoco della polemica che ormai covava fra lui e il commissario inviato dal governo agli scavi, il prefetto Renato Profili. Si è appena chiuso un incontro di circa unora e i due offrono insieme listantanea di una coppia che lavora di comune accordo. Un clima di concordia che certo non era stato alimentato dalle continue dichiarazioni del ministro Sandro Bondi sulla Pompei «lasciata in condizioni indescrivibili». Sortite che erano state interpretate dai più come una bocciatura nei confronti di Guzzo. Poi si era aggiunta la grana del servizio di vigilanza esterna affidata ai privati, proposta da Profili, ma che rischiava di far saltare gli altri accordi sindacali interni ai quali aveva lavorato Guzzo. Questione che era sfociata tre giorni fa in una assemblea organizzata dalla Cisl, e contestata dagli altri sindacati per aver ritardato di un paio dore lapertura dei cancelli e tenuto in fila circa 1000 visitatori. Il fatto è che linteresse del governo su Pompei si sta concretizzando anche nellarrivo di Silvio Berlusconi. Correzioni a parte, sempre possibili nellagenda di Palazzo Chigi, il premier dovrebbe far visita agli scavi il 26 settembre, seguendo un calendario che consenta di fare di Pompei il secondo fiore allocchiello del suo impegno per la Campania dopo la soluzione del dramma rifiuti. Motivo in più per lavorare ora di buona lena, sindacati compresi, per tentare di far trovare a Berlusconi unarea archeologica in spolvero. Non a caso dallincontro di ieri esce un programma che accantona il tema spinoso del servizio di vigilanza ai privati («Si soprassiede», dice Profili) e fissa da qui al 10 settembre lapertura di almeno undici delle 19 fra domus e termae già annunciate. Sette per la verità risultavano già aperte ieri in giornata e lobiettivo del 10 verrà conseguito col ricorso a 22 unità di personale che verranno adibite a quel compito. In ragione di questo programma, il confronto con i sindacati, in programma oggi, è stato spostato al 10. Poi il 18 settembre ancora Guzzo e Profili faranno insieme il punto sullandamento delle cose, visto che nel frattempo si lavora anche allaffidamento del nuovo servizio di ristorazione, alla estensione dei servizi igienici e del nuovo impianto antincendio, alla apposizione di venti fontane lungo i percorsi, e si spera anche nella riapertura dellAntiquarium. Positivi comunque i commenti sindacali, specie sulla questione vigilanza. Il segretario della Uilbac, Gianfranco Cerasoli, dice che ora è possibile «riallacciare un confronto ed un dialogo tra lo stesso commissario, il soprintendente Guzzo e tutto il sindacato, con il solo interesse, ricercato da tutti, di rilanciare gli Scavi di Pompei. Per la Uil la polemica con il commissario, salvo colpi di scena, finisce qui, e siamo pronti a ritirare le denunce presentate alla Corte dei Conti e Procura della Repubblica». La Cisl a sua volta, col segretario generale Lorenzo Medici e il segretario provinciale Carlo Tortora si attribuisce il merito di aver convinto Profili a «scongiurare lappalto sulla vigilanza».
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Il prefetto Renato Profili ha incontrato il soprintendente archeologico di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, per risolvere le controversie che si erano create tra loro. L'incontro ha portato a un accordo per lavorare insieme e risolvere le questioni, tra cui la gestione del servizio di vigilanza esterna affidata ai privati. Il governo ha anche deciso di aprire almeno undici delle 19 fra domus e termae già annunciate, e di lavorare all'affidamento del nuovo servizio di ristorazione, all'estensione dei servizi igienici e del nuovo impianto antincendio. I sindacati hanno espresso soddisfazione per l'accordo e hanno accettato di ritirare le denunce presentate alla Corte dei Conti e Procura della Repubblica.
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