Arriveranno allalba da tutta la provincia, con i loro furgoncini carichi di prelibatezze, pronti a riempire i banchi con pomodori fiorentini a coste, fichi e pesche, fagiolini verdissimi appena colti dallorto. La piazza, la principale della città, il salotto buono dellarte e delle cerimonie ufficiali, sarà invasa da colori, sapori e grida («venga a vedere che meraviglia, assaggi»), si trasformerà per un giorno in quella che era tanti anni fa, il luogo delle contrattazioni e degli scambi, il luogo per eccellenza dove scorre la vita di una comunità. Un mercato sotto Palazzo Vecchio, tra i turisti che scattano foto e le auto degli assessori, tra il Nettunone e i capolavori della Loggia dei Lanzi, tra i vigili urbani e i poster col David. Accadrà sabato, e accadrà quasi per caso: il Mercatale, liniziativa che una volta al mese porta in città i prodotti della filiera corta, doveva svolgersi non qui, ma in piazza Santa Croce. In piazza della Signoria, infatti, da oltre un anno è bandita ogni manifestazione commerciale. La regola è stata infranta nel corso di una riunione convocata i primi giorni di agosto: si doveva studiare unalternativa a Santa Croce per permettere un eventuale rinvio dello spettacolo di Panariello, in programma giovedì e venerdì, in caso di maltempo, ma si voleva al tempo stesso valorizzare il Mercatale con una collocazione centrale, in grado di attirare fiorentini e turisti. «Se fossi stato presente alla riunione avrei espresso, almeno allinizio, un parere contrario» - spiega lassessore alle attività produttive di Palazzo Vecchio Silvano Gori, allora in ferie - «perché in questo modo si infrange il principio che vieta di portare attività commerciali in piazza». «Ma a volte - continua - è il caso a decidere, e oggi non posso dire di non essere favorevole a questa manifestazione: è uniniziativa bella, che merita di essere valorizzata e tra laltro, svolgendosi per lintera giornata, dalle otto del mattino alle otto di sera, è in linea col progetto, che ho sempre sostenuto, di incentivare i mercati pomeridiani». «E poi - conclude - piazza della Signoria storicamente ha sempre ospitato dei mercati». «E un uso del tutto legittimo della piazza - continua lassessore allagricoltura Claudio Del Lungo - che tra laltro, fino a quindici anni fa, ospitava la mostra della floricultura. E anche sabato i fiori saranno presenti, con tre vivaisti che esporranno piante ornamentali». «E poi - prosegue Del Lungo - i prodotti del territorio rappresentano unattrattiva per il turismo esattamente come i monumenti: tanto che la Regione sta pensando di aprire degli angoli enogastronomici nei principali musei». Inoltre - spiegano i due assessori - la manifestazione è stata studiata per avere il minore impatto ambientale possibile: i 55 agricoltori presenti si divideranno in trenta banchi uguali, di legno, semplicissimi, con unidentica copertura color avorio. Un mercato, sì, ma allinsegna del decoro. Un decoro per mantenere il quale si sono battuti, a volte inutilmente, gli amministratori fiorentini di ogni tempo. Fin da quando, alla fine del Duecento (con la distruzione delle case dei Ghibellini da parte dei Guelfi), piazza della Signoria divenne il cuore pulsante della vita cittadina. Il luogo delle cerimonie ufficiali ma anche delle feste, della giostra del saracino, dei giochi pirotecnici di San Giovanni, delle esecuzioni pubbliche come quella di Girolamo Savonarola, il 23 maggio 1498. Ma soprattutto il luogo dove la gente viveva, senza guardarsi troppo intorno e pensare a salvaguardare la bellezza dei monumenti circostanti. Lo testimonia una lapide posta dietro alla Fontana del Nettuno, che ricorda come gli Otto di Balia e di Guardia (antesignani, tra il Cinquecento e il Seicento, del corpo di polizia municipale) proibissero a chiunque di sciacquare panni e fare altra sporcizia nella fontana: pena una multa pecuniaria o, per chi non potesse pagarla, il temuto supplizio dei tratti di fune (la sollevazione del corpo da una corda legata alle mani incrociate dietro la schiena, che portava a danni permanenti a braccia e spalle). Nella sua storia più recente, piazza della Signoria ha continuato a ospitare grandi eventi di popolo. Dalle feste di polizia e carabinieri, al passaggio della Mille Miglia, ai grandi concerti gratuiti per la chiusura del Maggio Musicale Fiorentino (lultimo, con la Nona di Beethoven diretta da Zubin Mehta, si è tenuto il primo luglio scorso, e ha visto la partecipazione di migliaia di persone). E poi ancora funamboli, acrobati e giocolieri per un evento organizzato da Pitti nel 2002, un indimenticabile live di Gianna Nannini nel 1999, Bluvertigo e Carmen Consoli lanno successivo, grandi nomi della musica africana insieme a Mauro Pagani nel 2006. Un episodio che ai fiorentini, invece, non è andato tanto giù fu lesposizione nella piazza, poco più di un anno fa, di un esemplare della nuova Fiat Cinquecento. «Si trattava di una concessione di tre ore di un piccolo spazio davanti a Palazzo Vecchio, ed estendeva un accordo già stipulato con la Fiat che, quellanno, sponsorizzava eventi musicali per i turisti in fila agli Uffizi», spiega Gori. «Tra laltro il ricavato, 30 mila euro, andò a finanziare il grande convegno dellUnesco che si tenne poi a dicembre».
FIRENZE - Signoria torna ad essere piazza di fiori e mercato
Sabato, piazza della Signoria sarà invasa da un mercato, il Mercatale, che porterà in città i prodotti della filiera corta. L'iniziativa, che una volta al mese porta i prodotti del territorio, è stata autorizzata nonostante la regola che bandisce le manifestazioni commerciali nella piazza. Lassessore Silvano Gori ha espresso un iniziale parere contrario, ma poi è stato convinto dall'idea di valorizzare il mercato e ha deciso di permetterglielo. Il mercato, che si svolgerà per lintera giornata, sarà caratterizzato da un decoro semplice e leggero, con banchi di legno e coperture color avorio.
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