Pier Luigi Tazzi è uno che ha viaggiato per il mondo, è un curatore di mostre e un critico darte, racconta che non ha ancora visto il guerriero e il funzionario, ma ha navigato e seguito in passato altre storie simili: «La collocazione delle opere nel tessuto urbano diventa spesso un problema che fa discutere - comincia -: è successo con la scultura di Henri Moore che da Firenze è arrivata a Prato e che è stata messa in una piazza dove perde parte del suo significato, il foro centrale serviva a vedere il panorama, adesso mostra soltanto una strada. E successo anche con Michelangelo Pistoletto la cui opera finita nella rotonda di Porta Romana era destinata al Forte Belvedere». In passato anche Pietrasanta (Lucca) città di artisti e addestrata alla modernità dovette vedersela con un guerriero di Botero, non particolarmente gradito ai commercianti e ai residenti di una piazza, ma pur sempre regalo dellartista. Polemiche che si riaffacciano ora con le due sculture cinesi approdate in riva allArno: «Sì, ma se quelle due sono copie - spiega il professor Pier Luigi Tazzi - mi sembra poco proponibile metterle nelle strade del centro storico dove ci sono già copie ma di capolavori i cui originali sono custoditi nei nostri musei. Penso piuttosto che uno scambio culturale fra due città come Firenze e Ningbo debba essere pensato su basi artistiche diverse, bisogna fare attenzione altrimenti lo scambio diventa quasi una filiera commerciale». Una pausa e Tazzi riprende: «Io penso che una città debba avere dei progetti e valutare i regali che riceve, alcuni possono trovare una collocazione, altri no, ma parlo in generale non di questo caso specifico che nel dettaglio non conosco».
FIRENZE - Tazzi: "Attenti che i regali non diventino una filiera commerciale"
Pier Luigi Tazzi, curatore di mostre e critico d'arte, discute sulla collocazione delle opere d'arte nel tessuto urbano. Egli cita esempi di opere d'arte che sono state collocate in luoghi inadeguati, come la scultura di Henri Moore a Prato e la statua di Michelangelo Pistoletto a Porta Romana. Tazzi sostiene che le opere d'arte devono essere collocate in base alle loro caratteristiche artistiche e non solo per motivi commerciali. Egli propone un approccio più attento e artistico per l'assegnazione delle opere d'arte nelle città, evitando di trasformare lo scambio culturale in una filiera commerciale.
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