UNDICI MINUTI a piedi per arrivare, dal parcheggio del Galoppatoio (quella davanti a Porta Pinciana), a Piazza di Spagna. A dimostrazione che l'altro parcheggio, dentro il Pincio, non è necessario, Gianni Alemanno ha compiuto il percorso e ne ha riferito alla riunione "blindata" dell'altro ieri a via Ostiense. Quando lo dico a Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, che sto intervistando sulla questione, lui dice che fa abitualmente lo stesso percorso per andare da casa sua al circolo sportivo che frequenta: «Ma non prendo proprio la macchina» Emiliani si è schierato contro il progetto, dice, «da quando se ne è cominciato a parlare, allora ero ad Italia Nostra, con Gaia Pallottino » e le motivazioni? «La prima obiezione, al di là della bellezza monumentale e paesaggistica del luogo, e della consapevolezza del suo patrimonio archeologico, è quella urbanistica. Sir Richard Rogers, un grande architetto inglese, in una sua recente intervista ha detto che questa dei mega parcheggi sotterranei nei centri storici è una follia italiana, a Londra negli ultimi 40 anni non hanno autorizzato nessun nuovo parcheggio, perché attirano maggior traffico.E poi, questa storia dei residenti del Tridente, che hanno bisogno dei posti auto, non sta in piedi.Sono circa 10.000, probabilmente con 5000 auto, se non di più Ci vorrebbe ben altro del parcheggio nel ventre del Pincio!» Dal canto suo, l'assessore alla cultura, Umberto Croppi - che ci tiene a sottolineare di essere stato verde e radicale, e vanta amici ex Lotta Continua - questo problema del parcheggio del Pincio lo vive con una partecipazione che mi sembra genuina. Gli chiedo come andrà a finire. Precisa intanto che il compito dei 5 saggi non era quello di dire sì o no al progetto, ma di fornire valutazioni. «Quindi la conta di chi è favorevole e chi è contrario non ha senso» Pausa. «Però - aggiunge - i cittadini sono contrari quasi al 70, lo dicono i sondaggi». «Ma - continua l'assessore - l'amministrazione Alemanno si muove con cautela, facendo attenzione a non violare le procedure. Certo, conserviamo tutte le obiezioni culturali che, quando eravamo all'opposizione, sono stati espresse. Ma avremmo potuto, una volta in Campidoglio, far finta di niente.Il progetto sarebbe andato avanti automaticamente». -Ma il sindaco si era impegnato in prima persona, in campagna elettorale! «Infatti,la settimana prossima si decide» -Lei scommette sul sì o sul no? Scommetterei sul no. Ma pochi soldi, intendiamoci!».