«Non è solo un parcheggio, ma la riconquista di una delle zone più belle della città perché consentirà di togliere le auto dal cosiddetto Tridente edi restituire ai pedoni il centro storico». Argomenti ripetuti tante volte. Ad ogni passaggio. Con attenzione a comunicare insieme ai dettagli tecnici il senso di un'opera - parliamodel parcheggio del Pincio - a cui Veltroni, da sindaco, ha assegnato un grande valore strategico. Ecco, quegli stessi argomenti ora da «ex» Veltroni e i suoi si ritrovano a ripercorrerli per vedere come impedire che insieme al progetto delparcheggio, diventato il punto della discordia da quando Alemanno è approdato in Campidoglio, venga travolta anche una visione della città. Pedonalizzare il centro storico non era traguardo comune per una città che voleva guardare con modernità alle proprie ricchezze storico-monumentali? E non era quel parcheggio l'opera chiave per cominciare a modificare il rapporto tra iromanie l'automobile e per recuperare lo scenario del cosiddetto Tridente? Appunto:dellabontàdiquel progetto Veltroni, che non ha esitato da sindaco a ingaggiare un braccio di ferro con Italia Nostra per difenderlo, è ancora convinto. «Non ci sono solo i beni archeologici sotto il suolo, che pure vanno tutelati,maanche i Beni Culturali sopra al suolo e l'unico modo per tutelare quella parte di centro storico che va da piazza del Popolo al Tridente è far sparire le auto», spiega Marco Causi, che, da ex assessore al Bilancio, ora deputato, suggerisce di usare a difesa del parcheggio anche argomenti economici. «Visto che i posti auto costeranno tra gli 80 e i 100mila euro -osserva - , i ricavi si possono stimare nell'ordine dei 50-60 milioni e sono già stati interamente destinati alla conservazione e manutenzione dei monumenti e alla pedonalizzazione del Tridente. Adispetto di chiparla di speculazioni, infatti, si è deciso di procedere alla realizzazione del parcheggio attraverso un progetto interamente pubblico, gestito dall'Atac». Ai privati è andato l'appalto per la realizzazione dell'opera. «E se il parcheggio non dovesseessere fatto -osserva Causi -, la ditta farà causa contro il Comune e ha ottime probabilità di vincerla». E i ritrovamenti archeologici? «Non c'entrano nulla con questa disputa». E di questo, in realtà, si è persuaso anche il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. «Non a caso sovrintendenti e esperti nella tutela sono stati coinvolti fin dall'inizio nella definizione delprogetto», spiega Causi: «Addirittura nel capitolato di gara erano già previsti gli aggiustamenti del progetto in corso d'opera per via di eventuali ritrovamenti archeologici. Così d'altra parte si era fatto anche per l'Auditorium», osserva Causi, che ha qualche idea anche sul perché di tante polemichee indecisioni. «Il progetto costringe i residenti a pagare molto caro per tenere una autovettura, ma avviene così in tutti i centri storici delmondo. Disincentivare l'uso dell'auto è un processo lungo, doloroso, ma va perseguito con coerenza».