Tutto rimandato a martedì prossimo sul parcheggio del Pincio, quando il sindaco Alemanno sarà tornato dalla Terra Santa. «È stato fatto un lavoro di approfondimento molto serio. Abbiamo raccolto altri elementi La decisione deve essere presa attraverso una memoria di giunta che sarà fatta durante la seduta della settimana prossima e lì determineremo le ultime questioni». Queste le parole del sindaco, appena uscito dal palazzo della Prefettura, ma tutto fa pensare che il Campidoglio sia vicino al sì definitivo per la prosecuzione - con possibili varianti - del tanto contestato parcheggio di Villa Borghese. La riunione di ieri sera ha visto seduti allo stesso tavolo nella sede dell'Atac di via Ostiense, oltre ai vertici della municipalizzata dei trasporti, commissionaria per la parte progettuale del parcheggio, l'assessore capitolino alla Mobilità Sergio Marchi, il suo omologo alla Cultura Umberto Croppi e quello ai Lavori pubblici Marco Corsini, insieme ai cinque Saggi della Commissione costituita ad hoc per la questione. Insieme a loro anche il neo sovrintendente ai beni archeologici del Comune, Umberto Broccoli. Forse gli animi che si sono scaldati subito fra chi è favorevole e chi contrario al progetto, hanno addirittura provocato un piccolo principio d'incendio proprio sotto il palazzo dove ave -va luogo l'incontro, subito domato dai vigili del Fuoco, accorsi a spegnere un piccolo rogo che si era creato, forse, per una sigaretta. REAZIONI BIPARTISAN Bocche cucite all'uscita dalla tavola rotonda, ma sembra proprio che il parcheggio si farà, scartando anche l'ipotesi di un allargamento del già esistente parking sotto il Galoppatoio, ipotesi alternativa caldeggiata anche da Italia Nostra. «Non sono un fan del parcheggio», ha voluto commentare Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, «ma dalle carte in possesso del Ministero non emerge un no alla realizzazione del progetto. Un no sarebbe solo una decisione politica e non tecnica Dobbiamo poi pensare al danno erariale derivante da un ipotetico stop ai lavori. Ciò vorrebbe dire un esborso di circa 10 milioni di euro se non di più da parte del Comune di Roma». Sulla stessa lunghezza d'onda, e quindi favorevole alla realizzazione dell'opera è Roberto Morassut, deputato del Pd ed ex assessore all'Urbanistica. «Lasciando perdere il giudizio politico sull'incapacità della giunta comunale di prendere una decisione netta, lamentando anche il fatto che Roma non è più autonoma nelle sue decisioni territoriali ma deve sottostare alle beghe tra le correnti nazionali del PdL, devo ricordare che il parcheggio del Pincio è il terzo p as-so verso la completa riqualificazione del Tridente». Il deputato veltroniano ha poi continuato la sua analisi. «L'ansa barocca del Tevere è, per il suo tessuto sociale e produttivo, la zona che produce circa il 70 del Pii del Lazio. Completare l'opera libererà dalle macchine una delle zone più belle del mondo. E comunque che sia diventata una questione nazionale mi stupisce e mi infastidisce perché Roma è diventato lo sgabello per le discussioni interne delle correnti politiche e non più un'opera importante per la cittadinanza. Tutta questa bagarre mi suo -natante di un'ossessione antiveltroniana su un progetto bello, utile ed indispensabile per la città». Sull'argomento è quindi intervenuto dalla Festa Democratica di Firenze anche Vincenzo Cerami, ministro ombra della Cultura del Pd. «Se riescono a farlo bene secondo me va fatto», ha detto. «C'è un problema mostruoso che in qualche modo va digerito», ha spiegato il premio Oscar, «che è quello del traffico romano, che specialmente in quella zona si paralizza continuamente» . Per questo, secondo Cerami «se c'è un modo elegante che sia rispettoso dei beni culturali e archeologici...». L'APPALTO Un ruolo importante è anche quello dell'Atac, commissionaria del progetto e della cantierizzazione del parcheggio. Presente alla riunione di ieri anche l'ad dell'azienda, Gioacchino Gabbuti e i dirigenti responsabili della parte del progetto appannaggio della municipalizzata. Tutti i rappresentanti della Spa al 100 per cento del Comune hanno sostenuto la loro progettazione ed hanno valutato, insieme agli altri rappresentanti politici, le varie ipotesi che deriverebbero dal re-sponso definitivo della settimana prossima. Ipotizzando il sempre più vicino "si" al progetto, l'unico dubbio, ma sempre più flebile, potrebbe essere la presa in considerazione dell'allargamento del parcheggio del Galoppatoio. Semi deserto e non utilizzato a regime.