«A 300 metri da qua in linea d'aria, c'è l'immenso parcheggio del Galoppatoio, sottoutilizzato, che potrebbe ospitare fino a 1500 auto», dice Carlo Ripa di Meana, aprendo la conferenza-stampa di Italia Nostra, convocata ieri mattina al Bar dell'Orologio di Villa Borghese, e che registra un'affluenza mai vista prima. (Sia pure con la vistosa assenza della Rai). In contemporanea, prendono posizione contro il parcheggio, scrivendo tante lettere che II Foglio pubblicherà a puntate, una serie di intellettuali. A cominciare da Raffaele La Capria, che garantisce: «Non saremo più assenti, Solleciteremo il governo, sempre distratto dalle guerre dei partiti, senza supporre che la vera guerra è sul Bello e sul Brutto». L'ipotesi del Galoppatoio, in alternativa al progetto del megapar-cheggio nel ventre del Pincio, è stata presa in seria considerazione l'altro ieri, nel corso di un colloquio della durata di due ore tra il Sindaco Gianni Alemanno e il Presidente della sezione romana di Italia Nostra, Ripa di Meana, accompagnato dall'ingegner Antonio Tamburino, responsabile del dossier anti-parcheggio della Associazione. L'impressione avuta dagli interlocutori di Alemanno è che il sindaco sia orientato in quella direzione: una scelta che, sottolinea il Presidente di Italia Nostra, «eviterebbe lo scialo di danaro pubblico: che potrebbe invece essere utilizzato per il restauro dell'intera Villa Borghese, ormai al degrado». D'altra parte, chiunque abbia frequentato il parcheggio del Galoppatoio sa che, emergendo dai suoi semideserti sotterranei, e portandosi all'inizio di via Veneto, (da Porta Pinciana), c'è una scala mobile che ti sbarca a Vicolo del Bottino: cioè a Piazza di Spagna. «Si tratterebbe - dice il consigliere del I municipio Canatelli - di ristrutturare il tunnel adiacente in modo che sia perconibile da chi non può usare la scala mobile...» L'associazione respinge i "palliativi" proposti da altre parti, come quello dello spostamento di cinque metri del cantiere. «Perché -dice Francesca Di Castro, autrice di un valido libro su via Margutta - nel corso del recente restauro della Casina Valadier, si è scoperta una cisterna romana con una condotta d'acqua proprio verso la zona che s'è cominciato a scavare... Quindi è da supporre che quell'acqua avesse una destinazione! E ci saranno nuovi ritrovamenti...».