«Santo Padre, vescovo di Roma ti imploriamo di proteggere il Pincio in pericolo» e «Alemanno e Bondi è giusto salvare il Pincio, avete potere di farlo». Sono alcune delle frasi scritte sui cartelli che il presidente della sezione romana dell'associazione Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana e sua moglie Marina, hanno mostrato nel corso di una conferenza stampa sul progetto del parcheggio del Pincio. «Questo parcheggio non s'ha da fare, farò lo sciopero della fame e mi incatenerò», ha detto Marina Ripa di Meana che, con una bomboletta spray ha scritto sulla recinzione degli scavi del parcheggio: «Santo Padre salva il Pincio» e «Alemanno il mondo ti guarda». Dopo aver definito il progetto «un crimine» e aver chiesto che «il Papa si ricordi del Pincio nelle sue preghiere», Carlo Ripa di Meana ha annunciato che l'associazione distribuirà decine di migliaia di volantini per il centro storico. Assieme all'associazione Viva Va-ladiere all'Associazione dei Romanisti, proseguono nel ribadire la loro, il presidente di Italia Nostra-Roma ha ribadito la contrarietà al progetto. «Ci sono 17 motivi di carattere architettonico, artistico, ambientale e strutt urale - hanno detto - per non procedere alla realizzazione dell'opera». In particolare, Ripa di Meana ricorda che «a 300 metri da qui c'è già un grande parkmg, quello di Villa Borghese, costruito che è sempre mezzo vuoto e non c'è motivo di farne un altro. Anche l'ipotesi di spostarlo di 5 metri è una presa in giro».