Alemanno non scioglie il rebus del Pincio. Il parcheggio del Pincio si farà? Non si farà? Per un'ora e mezza filata il sindaco ieri si è limitato ad ascoltare le relazioni dei 5 saggi chiamati a dare un parere sulla struttura alta sette piani e in grado di contenere 726 posti auto. Dovrebbe spuntare sul colle che si affaccia su Piazza del Popolo. Panorama mozzafiato, luogo trai più suggestivi, sfondo di matrimoni, battesimi e baci appassionati. Ma anche luogo strategico per risolvere la mobilità del Tridente intasato di lamiere e paraurti. Il condizionale mai come in questo caso regna sovrano. Ma qualcosa nel silenzio chiesto dal Campidoglio trapela. Alemanno sarebbe intenzionato ad andare avanti magari rivisitando il progetto. Scelta dettata da vari motivi! Innanzitutto la certezza, ribadita ieri da 4 saggi su 5, che i reperti venuti a galla durante gli scavi veri ebbero comunque inglobati nel progetto (vedi Audi-torium di'Renzo Piano). Poi, la necessità se non proprio l'urgenza di affermare il concetto del «fare» e non intepretare il partito del "no". Alemanno si è limitato a dire che deciderà tra una settimana, «è stato un lavoro di approfondimento molto serio». E quando gli è stato chiesto se l'ipotesi era allargare il parcheggio del Galoppatoio di Villa Borghese.ha risposto: «Abbiamo raccolto altri elementi, viste tutte le opzioni, dobbiamo fare ulteriori verifiche e accertamenti sia sul versante tecnico che su quello procedurale». Che vuoi dire non esporre il Comune ad un «bagno», leggasi penali mi-lionarie per risarcire il committente e la ditta che si è aggiudicata i lavori. Secondo qualcuno il cantiere sarebbe ormai troppo avanti. La scelta andava fatta prima dalla giunta Veltroni. Il cambio di direzione echeggiava anche nelle parole pronunciate ieri dall'assessore alle Politiche culturali Umberto Groppi intervenuto ad un convegno all'Ara Pacis. «Bisogna riuscire a conciliare i manufatti antichi con le istanze moderne e questo ci crea delle difficoltà con quel parcheggio». Toni meno perentori di qualche giorno fa quando lo stesso Croppi aveva stroncato l'opera senza mezze parole. Ieri l'assessore ha indicato due strade: «Valorizzare la villa emersa dagli scavi, che compare addirittura nella letteratura antica, oppure ricoprire e lasciare stare perché non siamo in gradi di valorizzarla nel modo giusto». E sempre ieri mattina Italia Nostra e Carlo Ripa di Meana sono tornati a manifestare contro «lo scempio e lo sventramento del colle». Mentre il ministro ai Beni culturali Sandro Bqndi ha chiesto al suo capo di gabinetto «di avere entro stasera tutte le carte e la documentazione» per poi parlarne con Alemanno (che però oggi partirà per un pellegrinaggio in Terra santa. Ma torniamo all'incontro di ieri, incontro che si è tenuto in via Ostiense, nella sede del-l'Atac. Incandescente non solo per le polemiche che stanno scatenadó il tema che ieri era all'ordine del giorno ma anche perché stava per essere interrotto. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un principio di incendio nei sotterranei ed è stato necessario evacuare il palazzo. Fumo a parte, tutto è filato liscio, senza interruzioni («non ce ne siamo accorti, hanno raccontato poi i partecipanti, a noi hanno preferito lasciarci lavorare»). Erano presenti oltre ai saggi anche l'assessore all'Urbanistica Corsini, alla Cultura, Croppi , ai Trasporti, Marchi, il SCK vrintendente comunale ai Beni monumentali Broccoli, l'Avvocatura comunale e l'ad di Atac Gabuti. Quattro saggi su 5 hanno ribadito «che il problema non è tecnico e neanche archeologico, bensì culturale». Il professor La Regina è tornato sull'importanza dei ritrovamenti ma al tempo stesso ha detto che «l'archeologia non deve ostacolare lo sviluppo della città». Stesso ragionamento per Rossi e Schiattarel-la, che rappresentavano rispettivamente gli ordini degli Ingegneri e degli Architetti. Nulla da eccepire sulla fattiblità del progetto, compresa la possibilità di realizzare il parking spostando il cantiere di qualche metro e modificando gli ingressi. Quanto per l'esattezza non si può dire perché dipenderà dalle indagini ancora da effettuare. Da qui l'ipotesi «2», ovvero un ridimensionamento dei posti auto. Ipotesi di cui Giorgio Muratore, docente di Architettura e componente del gruppo dei saggi nominati dal sindaco, non vuole neanche sentir parlare. Il suo è un «no» e basta. Per il "sì" si sono invece espressi il capogruppo del pd in Campidoglio Umberto Marroni, «l'opera permetterebbe la piena pedonalizzazione del Tridente» e il ministro ombra Vincenzo Cerami, «c'è un problema mostruoso che in qualche modo va digerito: il traffico romano».
ROMA - Parcheggio del Pincio, il via libera dei saggi
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha incontrato ieri i 5 saggi chiamati a dare un parere sulla struttura alta sette piani e in grado di contenere 726 posti auto nel parcheggio del Pincio. I saggi hanno ribadito che il problema non è tecnico e neanche archeologico, bensì culturale. Il professor La Regina ha detto che l'archeologia non deve ostacolare lo sviluppo della città. I saggi hanno anche indicato due strade per risolvere il problema: valorizzare la villa emersa dagli scavi o ricoprire e lasciare stare. Il sindaco ha detto che deciderà tra una settimana, dopo aver raccolto altri elementi e fatto ulteriori verifiche e accertamenti.
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